Una strada come palcoscenico

Gabriella Fuschini



Càpita in questi giorni di passare da piazza Cordusio e tra lo sferragliare dei tram, passanti frettolosi e turisti intenti a fare shopping cogliere un’anomalia. In uno spazio ristretto giovani attori improvvisano performances. Alle loro spalle uno striscione di tela bianca, parole nere risaltano sullo sfondo: chi è di strada.
Càpita di fermarsi incuriositi e di rimanere colpiti dalla capacità di attirare l’attenzione nonostante il rumore del traffico, troppo. E però le loro voci sono forti, oltrepassano la barriera dell’inquinamento acustico e ti ritrovi seduta per terra in mezzo a loro ad ascoltare. Mentre un Amleto si chiede chi potrà mai udire il suo bisogno di esprimere dubbi e di essere ascoltato non si può fare a meno di chiedersi se la nostra classe politica si pone nell’ottica di ascoltare cosa hanno da dire i nostri ragazzi. Càpita di farsi domande mentre li osservi fare teatro in mezzo al traffico caotico di una Milano incurante e indifferente, pieni di entusiasmo e di voglia di fare... e sono bravi, e ti incantano.
Per un’ora sei in un altro luogo: sei a teatro in mezzo alla strada.

In allegato comunicato stampa dell’iniziativa:

Dal 13 settembre al 10 ottobre 2010 il mondo della cultura fa sentire la sua voce.

A Milano si svolgerà la manifestazione culturale CHI E’ DI STRADA, nella quale giovani artisti prenderanno la parola per opporsi agli ulteriori tagli alla cultura previsti dal Governo per l’anno 2011, combattendo indifferenza e disinformazione presenti nella società di oggi.
Tra la gente comune, in un luogo simbolo di Milano, numerose performance di musica, cinema, teatro e danza completamente gratuite,prenderanno vita all’improvviso irrompendo nella routine della vita di tutti i giorni.
Piazza Cordusio, dal lunedì al venerdì dalle 19.30 alla 20.30 ed i Giardini di Porta Venezia la domenica dalle 15.00 alle 18.00, diventeranno le location nelle quali si esibiranno i giovani artisti partecipanti, provenienti da numerose scuole d’arte di Milano come l’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi, Scuola dell’Arsenale, Quelli di Grock, Scuola di Cinema, Scuola di Musica, Scuola del Piccolo e la Scuola dei Filodrammatici. Monologhi, improvvisazioni, proiezioni, accompagnamenti musicali, piccoli concerti e performance di danza animeranno le vite dei milanesi con l’obiettivo di attirare l’attenzione su un tema importante e poco conosciuto fino in fondo, anche a causa della poca informazione. I giovani artisti manifesteranno le loro preoccupazioni sul futuro della cultura italiana, sempre più vista come "qualcosa di cui si può fare a meno".
Una protesta costruttiva non politica ma etica, volta ad attirare l’attenzione sulla necessità di sostenere la cultura, quella cultura che arricchisce le menti ma anche le risorse di un Paese, fruttando un volume d’affari pari a circa 5 miliardi di euro annui (dati SIAE) e dando migliaia di posti di lavoro.
Un artista non deve essere politico nel senso politicizzato del termine, ma nel senso di pienamente consapevole della realtà politica nella quale è inserito.
Il Fondo Unico per lo Spettacolo di 458 milioni di euro nel 2009 e calato a 414 milioni di euro nel 2010 è in costante diminuzione, tanto da stimare un ammontare di 304 milioni di euro per il 2011 in decrescita per gli anni a venire. Questa previsione insostenibile per la cultura italiana comporterà tagli a numerosi enti ( 232 realtà culturali che subiranno già nel 2011 forti tagli o cessazioni complete di finanziamento) causando indirettamente perdite di posti di lavoro e danni al turismo di alcune località, oltre che il danneggiamento di quel valore culturale che porta l’Italia ad essere uno dei paesi più importanti in questo settore.
I giovani artisti del domani vogliono dire la loro e cercare di porre fine al declino verso cui il mondo dello spettacolo e non solo sembra avviarsi, senza lotte violente ma applicando la regola prima della cultura: la divulgazione.

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pubblicato da g.fuschini nella rubrica democrazia il 18 settembre 2010