Voyager

Sergio Nelli



Fu soltanto una settimana nella costa adriatica. Gli amici bevevano, fumavamo di tutto. In pensione eravamo in ginocchio fra cassetti aperti, in partenza per serate già intaccate, compromesse. Avevo sempre mal di testa e vomitavo scheletri al gabinetto. Dentro la scarpa sfasciata della camera a tre posti letto, i bicchieri erano pieni di cicche bagnate, l’odore di pulito sovrastato da tutti gli altri odori. Le donne desiderate filavano alla larga, pulsavano nel plasma elettrico delle notti massacrandomi la nuca. Sembravano tutte belle, e irraggiungibili. Erano distanti, dentro le luci e il buio, sudate. Noi, rigidi e solenni, mentre ci immaginavamo franchi e naturali. Se volevamo temprarci fra maschi alla bellezza, alla poesia, alla pena, potevamo almeno concederci un tuffo. Conobbi soltanto una cicciotta andando a fumare in terrazza per il bisogno di spazio. Era simpatica, parlammo di musica, e perfino di libri. Mi invitò in un locale, ma non ci andai. Invece protestai: che ci facciamo qui, non mangiamo abbastanza, nemmeno un bagno in piscina, aria, ... cazzo... mondo, verde, mare, cielo. Fu allora che Giorgio, con il labbro superiore a cattivo, i denti sempre scomposti, scandì al mio indirizzo: V O Y A G E R.








pubblicato da s.nelli nella rubrica racconti il 16 settembre 2010