La fine dell’altro mondo

Teo Lorini



Leggere un esordio sorprendente come questo fa pensare a quando, durante una camminata faticosa, ci s’imbatte a sorpresa in un posto speciale: una fonte, un belvedere, una radura ombrosa. C’è però ben poca amoenitas nei loci raccontati dal 38enne Filippo D’Angelo: una famiglia della Genova bene che incarna il percorso di metamorfosi nazionale dagli ideali rivoluzionari al perbenismo borghese; una facoltà di Lettere che si rivela un rettilario dove creature a sangue gelido intessono meschine trame di sopraffazione; una generazione intera che contempla il fallimento dei padri col segreto compiacimento di chi ha trovato l’alibi per giustificare la propria ontologica ignavia e, sullo sfondo, la risultante di questo fallimento epocale, l’imbarazzante Anomalia che ha segnato l’ultimo ventennio della vita del Paese e che s’avvia a festeggiare la presa del potere con la mattanza del G8.

Tuttavia questo bellissimo romanzo non è l’ennesimo elenco di lamentazioni né la cronaca di una sterile autodistruzione tardo (o post) adolescenziale. La storia di Ludovico Roncalli, dottorando in lotta con la propria cronica infelicità, sembra dipanarsi lungo traiettorie casuali – sbronze, relazioni facili quanto superficiali, il confuso rapporto con la sorella Umberta, la caccia a una rara edizione con varianti d’autore dell’Altro mondo di Cyrano de Bergerac – e invece D’Angelo mostra saldissimo controllo su una trama che stupisce per una ricchezza di spunti davvero rara (meritano menzione almeno le 50 pagine in cui è racchiuso il più bel racconto degli eventi del G8 di cui sia stato sinora capace un narratore italiano). La fine dell’altro mondo riesce nel compito, non semplice, di appassionare il lettore mentre cesella con impietosa lucidità il ritratto di un fallimento assieme esistenziale e collettivo. E lo fa con tanta più efficacia quanto più la sua scrittura ha il coraggio di restare sincera e rifiutare il compiacimento, le posture, il cinismo ostentato che affliggono tanti, troppi romanzi che ambiscono a ritrarre la vita agra e le sempre più labili certezze di questo nostro tempo.

Filippo D’Angelo, La fine dell’altro mondo, minimum fax, pp. 328, euro 15

pubblicato su «Pulp Libri», n. 98 (luglio-agosto 2012)








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 19 settembre 2012