Aria nuova a Locarno

Teo Lorini



Concluso il quadriennio da direttore del debuttante svizzero Frédéric Maire, un’amministrazione senz’altro diligente ma certo non entusiasmante, il festival del Cineama di Locarno affida il suo rilancio al 39enne Olivier Père, già delegato generale della prestigiosa Quinzaine des Réalisateurs di Cannes.

Pochi giorni di Festival (inaugurato mercoledì scorso) hanno già dato l’impressione che Père abbia lavorato con tenacia per dare la propria impronta alla manifestazione. Iniziando dalle retrospettive, non esattamente un punto di forza degli anni di Maire, che tornano ora ai fasti sperimentati in passato. Oltre a una curatissima integrale di Ernst Lubitsch, sono previste proiezioni di capolavori del grande Alain Tanner e del Leone d’Oro del 2006 JIA Zhang-ke, insigniti quest’anno con il Pardo d’onore. Ce n’è anche per gli estimatori del cinema-bis: il Festival che negli anni gloriosi di Marco Müller omaggiò la factory di Roger Corman quest’anno premia Menahem Golam, avventuriero del mondo del cinema e inesauribile produttore, sotto il marchio Cannon, di celebri blockbuster con le star dell’action anni ’80 (Sylvester Stallone, Chuck Norris, Charles Bronson e co.), ma anche di opere di registi del calibro di Altman, Konchalovski, Godard: tra le pellicole proiettate in occasione del premio speciale spiccano Il mago di Lublino, diretto dallo stesso Golan nel 1975, e Love Streams di John Cassavetes, Orso d’Oro a Berlino nel 1984.

Questa felice tendenza appare confermata da una scorsa al programma che prevede, tra l’altro, una quarantina di anteprime mondiali e un’attenzione spiccata verso le cinematografie dell’est Europa (dai paesi dell’ex Yugoslavia, a Romania e Ungheria) che si aggiunge alle proposte della storica sezione Open Doors, quest’anno dedicata ai paesi dell’Asia Centrale.

La rassegna prosegue fino a sabato 14; il programma completo e le informazioni sui singoli film si possono trovare qui.








pubblicato da t.lorini nella rubrica dal vivo il 8 agosto 2010