Una settimana da Ricky

Dal blog I Hate Milano



Dove si racconta come possa essere amara la settimana di un vecchio bargello a riposo nella Milano anarco-bolscevica di questi anni.

LUNEDI’

Omicidio in Porta Romana. Ricky si sfrega le mani. Sarà una settimana dove finalmente i giornalisti riapriranno la vecchia agendina – vinta a una riffa di Natale organizzata dal PDL – e torneranno a chiamarlo.

MARTEDI’

Ricky si sveglia di buon mattino pronto a sfidare una selva di telecamere e microfoni, proprio come ai vecchi tempi. Tuttavia scopre presto una brutta sorpresa: il suo collega Gnazio lo ha anticipato, tutte le agenzie hanno già battuto la sua dichiarazione con cui da tutta la colpa a Pisapia. L’intervista su Affari Italiani scivola via un po’ malinconica: certo, prova a risollevarsi con perle come “ormai a Milano si spara alle otto in centro” - perché ci mancherebbe, chi di voi, in Duomo, non si è mai riparato in Feltrinelli per sfuggire al fuoco delle P38? – ma c’è poco da fare, sulle pagine nazionali ci va solo l’ex ministro della difesa.

MERCOLEDI’

Arriva la notizia della seconda sparatoria in via Padova. Ricky non sta nella pelle: non solo altri proiettili, ma pure in via Padova, la sua via Padova, la via degli immigrati che lui aveva gentilmente sottoposto al regime del coprifuoco! Il fatto che poi qualcuno abbia pensato che, nel 2012, era perlomeno offensivo che una città come Milano avesse adottato un simile provvedimento medioevale, e avesse provveduto a cancellarlo, è una cosa che lui non ha mai digerito e che per tutti questi mesi gli è ribollita in corpo. Ora finalmente ha l’occasione per vendicarsi! E così vai di interviste, vai di “escalation”, vai di “paura”, vai di “debolezza della sinistra” e tutto il campionario che tante soddisfazioni gli ha dato negli anni. Certo, qualche stoico commentatore prova a fargli notare che se la situazione è a tal punto degenerata, essendo stato a capo della sicurezza per quasi ventanni, forse delle responsabilità dovrebbe avercele anche lui. Ma Ricky tira dritto, e studia il colpo a effetto: un po’ di sano e vecchio populismo per raccattare quel consenso che ormai, per il PDL, a Milano e nel paese, si misura coi numeri decimali. Ma proprio quando ha deciso di lanciare la proposta di una utilissima raccolta di firme per rimettere i presidi dei militari in strada, ecco la doccia fredda: lo ha già proposto la Lega diverse ore prima! Povero Ricky! Era così occupato a rilasciare interviste su via Padova che quel cattivone di Salvini – che già lo ha stracciato nella sfida a chi prendeva più voti alle scorse elezioni – gli ciula l’ideona. E come se non bastasse, viene fuori che l’omicidio di Porta Romana, bel lungi dall’essere un fatto estemporaneo, è in realtà un’esecuzione in piena regola, un regolamento di conti legato al traffico internazionale ad opera di killer professionisti: che diavolo può servire, allora, rendere visibili le forze dell’ordine? Ma ormai il fuoco della retorica è stato acceso e bisogna continuare a soffiare.

GIOVEDI’

Giornata tremenda. A Milano ormai i giornalisti sono passati ad altro e il nuovo “allarme sicurezza” è già mezzo dimenticato. Ma le brutte notizie vengono da Roma. Si, perché molti lo sanno, ma magari non tutti: il nostro Ricky, da anni, è pure parlamentare! Prima al Senato, e oggi alla Camera, il vecchio Ricky è il re assoluto dei doppi incarichi, con percentuali di assenza di tutto rispetto. Ma uno dice: vabbè, ma che c’entra la quantità, conta soprattutto la qualità dell’impegno. Chissà quale sarà l’importantissimo contributo che il nostro Ricky porta in dote al Parlamento Sovrano e quindi a tutta la Nazione. Ebbene, proprio ieri il ministro Cancellieri risponde a un’interrogazione presentata dall’ex sceriffo, in cui il parlamentare in quota pdl chiede di procedere immediatamente a….lo sgombero di Macao. Eh si. Avete letto bene. Con tutte le questioni che, in questo momento, sarebbe giusto che il Governo affrontasse, costui tiene impegnato, fosse anche per un solo secondo, la macchina delle istituzioni ad occuparsi di Macao. E il bello è che viene pure sfanculato, dal momento che la Cancellieri gli risponde, più o meno, che lei ha di meglio da fare che occuparsi di una comunità il cui atto più pericoloso è stato il tentativo di reinserimento sociale dei prof della Naba.

Ricky è sconsolato. Il commento con cui accoglie le parole del Ministro – “non è un bel segnale” – in bocca a lui hanno il sapore triste della disfatta. La sera, in consiglio comunale, butta dentro la questione del Ticinese – che non si sa che diamine c’entri con il fatto di Porta Romana – ma ormai è entrato in un loop disfunzionale, e non ci crede più nemmeno lui.

VENERDI’

Di nuovo calato nella semplice veste di consigliere d’opposizione, si concede ancora ai pochi microfoni amici, in un repertorio a tal punto già sentito che i suoni si mescolano tra di loro come bubbolio lontano: militari, firme, ghisa, Pisapia, colpa, dimissioni, sgomberi, rom, rave, agenti….ma la settimana è finita, fuori brilla ancora un sole settembrino, i milanesi già pregustano il week end, sui giornali si torna a parlare di spread, di calcio, Vasco sta male, chissà quando incastreranno il Formiga, che palle le domeniche a piedi…e così il nostro ex sceriffo si siede, solitario y final, e prova a dormire, cercando di chiamare il sonno a sé contando gli sgomberi.

Alla prossima emergenza sicurezza, Ricky.








pubblicato da s.baratto nella rubrica emergenza di specie il 16 settembre 2012