Gioco di prestigio

José Saramago



Ma la natura più di me non può,
nè son di ferro le leggi che mi reggono.
Dentro di me si fondono le arti
che in nuovi segni ti si fanno intorno:

una pietra spaccata che sorride
una nuvola che grida su nell’alto
un’ombra che la luce non legittima,
un soffio quando il vento è ormai svolato.

E quante altre meraviglie io farei
con tutte quelle di cui avrei voglia,
ma né le arti né i segni servono a lei:
è di ferro ed è legge - saudade - questa soglia.

(trad. Gianni D’Elia, da Scolpire il verso, a cura di G. Depretis e F. Guazzelli, Mauro Baroni editore/Edizioni dell’Orso, Viareggio 2004)








pubblicato da a.amerio nella rubrica poesia il 20 giugno 2010