Linee guida per gli spot pubblicitari

Sergio Farina



Quando uno spot pubblicitario che dura x secondi mostra nei primi (x-2) secondi immagini completamente prive di senso, negli ultimi due secondi comparirà un profumo.

Negli spot di marche automobilistiche non c’è mai traffico. Se sono presenti code, i SUV e le macchine di lusso vengono raffigurate mentre le altre auto si scansano al loro passaggio come il Mar Rosso al cospetto di Mosè, mentre le utilitarie vi sgusciano zigzagando come Speedy Gonzales che scappa a Gatto Silvestro.

I testimonial celebri verranno presi in giro in eterno per la loro comparsata in qualsivoglia spot pubblicitario. clamoroso il caso di alcuni calciatori: Alex Del Piero sconterà per sempre di aver parlato con un canarino per pubblicizzare l’acqua, e i meno giovani ricorderanno quanto venne preso in giro l’interista Karl-Heinz Rummenigge per i formaggini Grunland. Eccezione il burinissimo Gennaro Gattuso, in ossequio a una autoironia che il sottoscritto non è mai riuscito a vedere. Attendiamo che Antonio Banderas venga interdetto legalmente per essere stato sorpreso in tv a parlare con una gallina (“Oh, Rosita, mi hai beccato!”).

Se viene pubblicizzato un tipo di cibo, all’apertura del frigorifero da parte del protagonista si scoprirà che il suo frigo è completamente pieno solo di quel cibo. Ad esempio, la Marcuzzi ha ogni scomparto pieno di yogurt al bifidus e la Clerici vive solo di sorbetti di vari gusti.

Nella pubblicità, le donne sono sempre felicissime di fare il bucato, stenderlo, stirarlo. Inoltre brandiscono lo sgrassatore come una colt. A questo proposito non sarà inutile osservare quanto lerce siano le case che i detersivi ripuliscono nei famosi trenta secondi, come se da un mese vi vivesse una comunità di studenti fuori sede senza controllo.








pubblicato da s.baratto nella rubrica arte il 15 settembre 2012