Lettera a Charlie Chaplin

Peter Orlovsky



Nostro Caro Amico Charles:

Una lettera d’amore per te. Siamo un poeta felice & un poeta infelice che in India fanno 2 poeti. Ci piacerebbe venirti a trovare quando avremo finito con l’India per farti il solletico sotto i piedi. Inoltre il Re di New York è un grande film, - calcolo ci vorranno sui 10 anni prima che in prospettiva faccia ridere. Ogni tot anni nel sonno noi si sogna di fare la tua conoscenza.
Perché non continui & fai un altro film & tinculi tutti quanti. Se vuoi ti offriamo la Partecipazione Amichevole. Saremo i tuoi Tirapiedi gratuiti. Permettici di parlarti di Ganesha. È un dio con la faccia da elefante e un pancione buffo e un corpo da uomo. Tutti in India hanno in casa il suo ritratto. Pensare a lui porta felice saggezza successo che garantisce dopo avere mangiato il suo dolcetto. Non esiste né non esiste. Grazie a questo può battere qualsiasi demone. Va a zonzo a cavallo di un topo & ha 4 mani. Salutiamo la tua comicità e il suo nome.
Lo capisci quante volte abbiamo visto i t.i film a Newark & piangevamo al buio per le rose. Lo capisci quante estati a Coney Island siamo andati al cinema all’aperto & ti abbiamo guardato travestito da paralume in scricchiolante eternità di fondo scala. Hai fatto ridere persino le nostre madri defunte. Dunque, ricordati che tutto va alla grande. Aspettiamo la tua prossima mossa & il mondo dipende ancora dalla t.a prossima mossa.
Che altro ti dobbiamo dire noialtri prima di morire? Se si potesse dire tutto ciò che sentiamo sarebbe bellissimo. Perché non lo abbiamo mai fatto prima? Credo che il mondo sembri così vasto, che è difficile trovare il momento giusto per scordarsi di tutta questa merda & far ciao dall’altra parte della terra. Ma certamente ci sono milioni & milioni di persone che ti fanno ciao ciao in silenzio su tutte le finestre, le vie & i cinema. È solo vita che fa ciao a se stessa.
Di’ anche a Michael di leggere le nostre poesie se mai ti capitassero davanti. Ripetiamo che possiedi quel tocco-titillo personale che ci piace/ci gusta.
Lasciamo a questo punto? NO, abbiamo ancora un mare di spazio sulla pagina - dobbiamo ancora evacuare i nostri cuori. Hai letto Louis Ferdinand Céline? - c’è anche tradotto dall’inglese al francese - Céline vomita Pernacchi. Ha scritto nella prosa più chapliniana d’Europa & ha un’amara perversa triste brutta eterna anima comica che basta a farti piangere.
Potresti girare un capolavoro sulla Bomba Atomica!
Trama:
un vecchio sudicio portinaio con i capelli bianchi che non capisce bene le istruzioni in caso di bombardamento & si occupa del suo passato lavoro in seminterrato nel bel mezzo di grandi attacchi aerei internazionali emergenze, sirene, sommosse al cremlino missili volanti, radio urlanti, distruzione della terra. Il giorno dopo esce, biscia fuori dal cumulo di corpi empire state building umani & per il resto del film, un’ora buona, il portinaio è solo sulla scena fingendo di essere socievole con il nessuno che è rimasto, facendosi una birra al bar con avventori invisibili, leggendo i giornali degli anni passati, & finendo con lo sguardo inespressivo nella cinepresa eterna Chaplin-faccia invecchiata che guarda inespressiva, assorta negli occhi del Dio della Solitudine.

È la sua ultima pertinente parola Sir Chaplin, salverà il mondo se lo girerà - ma il s.o sguardo finale deve essere così bello che non importi più se il mondo viene salvato o no.
Okay credo che ci possiamo interrompere qui. Scusi se sapevamo già tutto da prima. Okay

Amore & Fiori

Peter Orlovsky, Allen Ginsberg

1961 Bombay








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica poesia il 1 giugno 2010