Storia dell’informazione letteraria in Italia dalla terza pagina a Internet 1925-2009

Benedetta Centovalli



Mi soffermo soprattutto sull’ultimo capitolo dedicato agli anni 1992-2009 della corposa Storia dell’informazione letteraria in Italia dalla terza pagina a Internet 1925-2009 di Gian Carlo Ferretti e Stefano Guerriero appena uscita per Feltrinelli. Con un’indispensabile premessa: questo manuale-racconto sull’informazione letteraria consente di percorrere per la prima volta la storia della cultura italiana di quasi un secolo attraverso il doppio registro del giornalismo culturale e dell’editoria nazionale fornendo un repertorio esauriente di quotidiani, riviste, programmi radiofonici e televisivi, siti e blog per studiosi addetti ai lavori e lettori. Una storia del variegato e avventuroso rapporto tra libri, autori e pubblico scandita in sei significative tappe dal 1925 ad oggi. Alcune sollecitazioni indotte da questo manuale.

La prima: il funerale del Novecento. La fine del Novecento in letteratura si è compiuta con il progressivo e radicale cambiamento dei consumi culturali che hanno visto la riduzione del ruolo centrale e privilegiato del libro nella trasmissione del sapere in "nodo passante", in "trasmettitore nervoso" che mette in relazione esperienze generate altrove e destinate altrove (Baricco) dentro il complesso sistema dei media. Non c’è più un codice letterario di riferimento, una griglia condivisa di qualità e valori tra critica e lettori, la fruizione e il successo di un’opera e del suo autore nascono o "dall’alto" per effetto mediatico o "dal basso" per effetto del passaparola. Sono i "contenuti" che incontrano il favore dei lettori ad essere determinanti nell’affermazione e sono proprio loro a rendere il libro "un serbatoio per passaggi in altri linguaggi, un oggetto privilegiato (e al tempo stesso subalterno) nelle sinergie tra tutti i media". Di qui la sua crossmedialità, è il libro multiuso che genera una catena virtuosa di media: dalla radio alla televisione al cinema e al dvd, da internet e i nuovi media alle ultime frontiere dell’e-book.

La seconda sollecitazione: a cominciare dagli anni Ottanta il pubblico si allarga e la produzione libraria aumenta in modo esponenziale, i best seller da casi nazionali diventano casi planetari. Se gli Ottanta trionfano con i loro valori similtelevisivi, intrattenimento, persuasione, comunicazione, conciliazione, generando un pericoloso conformismo culturale, di pari passo il romanzo riconquista posizione attraverso il romanzo di genere, e man mano si irrobustisce in un sostanzioso recupero del reale oltre l’uso stretto dei generi più acclamati.

Terza: la rivoluzione di Internet. Mentre l’informazione critico-letteraria fatica a entrare nel nuovo contesto socio-culturale, a interpretarne le continue mutazioni, la rete obbliga tutti i media a un rapido aggiornamento sui meccanismi dell’interattività e della partecipazione orizzontale. L’accesso possibile per tutti apre una nuova frontiera all’informazione letteraria, proponendo il web non solo per uso promozionale e commerciale di autori, editori e grandi librerie on-line, ma anche come luogo di un’auspicata ripresa dell’esercizio della militanza critica. Attraverso blog e siti il discorso letterario si reinventa nelle nuove forme di diario e rivista con risultati ad oggi interessanti, seppur non sempre adeguati, che possono rilanciare un’idea della letteratura che si faccia ancora tramite di alterità e di conflitto e un discorso critico che riprenda o riscriva appieno il suo ruolo di riflessione libera e aperta su testi e autori.

("Stilos", maggio 2010)








pubblicato da b.centovalli nella rubrica libri il 1 giugno 2010