n. 8. (agosto 1996)

Edoardo Sanguineti



da che cosa (mi chiedo) mi cerco che mi scappo, così scappando, galoppando sempre?
da me, lo so: (dal mio essere morto): (un molle morto): (scappo da una mia mala morte):
(che non è mica che mi insegue, poi): (e che non è che mi sta già alle spalle, adesso,
probabilmente, nemmeno):
scappo dalla mia vita (da te, cioè, che sei tu, la mia vita):
(se tutto questo ha così poco senso, che farci allora?): scappo in me, scappo in te:
nel mondo tuo, nel mio: (io che ho pensato, persino, una volta, che, dalla vita, ho avuto
tutto, avendo avuto te):
quando si arriva, c’è un grido: si dice tana: (è la fine, sul serio):








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 18 maggio 2010