Sull’onda del padre

Silvio Bernelli



Certi libri sanno raccontare tutto di sé fin dalla copertina. O dal retro, come è il caso di Pazzo per la tempesta, di Norman Ollestad, appena pubblicato da Einaudi nella traduzione di Luigi Civalleri (18€). L’immagine sulla quarta di copertina è un bianco e nero sgranato che ci proietta nella California di fine anni ’60.

Un surfista con basette e bermuda a fiori, e senza un grammo di grasso, cavalca un’onda, mentre sullo sfondo cielo e oceano si confondono in una spessa bruma. La postura del surfista non ha niente dell’energia, della sfida e dell’atletismo che di solito si associano a uno degli sport più spettacolari del mondo. L’uomo infatti sembra volare sull’onda in tutta rilassatezza, appena piegato in avanti, anche forse a causa del bimbo che si porta imbragato dietro la schiena.

Il piccolo che il giorno del primo compleanno sperimenta l’ebbrezza del surf è proprio Norman Ollestad, l’autore di Pazzo per la tempesta. L’uomo che lo trascina sulle acque di Topanga Beach, uno dei luoghi il cui il surf moderno è nato, è il padre. E il libro di Norman Ollestad racconta la storia vera di questo padre speciale, del rapporto dell’autore con lui e delle vicende che porteranno i due a schiantarsi in aereo contro l’Ontario Peak, una montagna della California meridionale. All’incidente non sopravvivono né Ollestad padre, né il pilota. Norman, che ha solo undici anni, si trova a doversela cavare da sé sul fianco scosceso di una montagna, nel bel mezzo di una tempesta di neve, ignorato dai soccorsi e per di più con la compagna del padre, Sandra, gravemente ferita.

Contro ogni previsione, Norman Ollestad riuscirà a raggiungere la salvezza e molti anni dopo a raccontarla in questo libro. Un romanzo autobiografico costruito a capitoli alternati che raccontano le peripezie sull’Ontario Peak e la specialissima educazione sentimentale, un vero e proprio addestramento al rischio, impartito al giovane Norman dal padre.

Salutista e ambientalista, per breve tempo agente dell’FBI di convincimenti democratici e poi avvocato al servizio dei più deboli, Ollestad senior è un uomo carismatico e irresistibile. È capace di sobbarcarsi un lungo viaggio in Messico per consegnare una lavatrice agli anziani genitori, ma anche di sfondare un posto di blocco sotto il fuoco dei corrotti Federales. È un play boy che conquista una bellissima messicana cantandole una ballata con la chitarra, ovviamente davanti a un bivacco notturno in spiaggia, ma anche un padre premuroso e complice. È un giovane scavezzacollo alla guida di una Porsche, ma anche un tizio senza grilli per la testa, che ha scelto per sé e il figlio la vita semplice della provincia californiana tra anni ’60 e 70. L’uomo è soprattutto un fanatico dell’adrenalina che obbliga il giovanissimo figlio a sfidare l’oceano sulla tavola da surf e poi la neve dei campionati giovanili di sci.

Ed è proprio grazie agli insegnamenti del padre che Ollestad, è questa la tesi del libro, trova la forza di tenere la testa fredda nel momento del pericolo e sopravvivere all’incidente aereo. Una vicenda che Ollestad consegna ai lettori con qualche passaggio poco a fuoco, forse a causa di un traduzione non sempre perfetta, e che di tanto in tanto ha qualche caduta stilistica, ma che nel suo insieme ha alcuni pregi impagabili. Pazzo per la tempesta è un romanzo originale che sa raccontare con partecipazione e nei particolari la grande fascinazione per il surf: uno sport che è anche una perenne lezione di vita. In seconda battuta, il libro pone al centro della scena Ollestad Senior. Una figura di potenza quasi mitica, eppure in grado di parlare, incoraggiare, rincuorare il bambino timido che sempre alberga in una parte di noi. Che in queste pagine, troverà finalmente la guida che cercava. Il papà giusto e invincibile che chiunque avrebbe voluto avere.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 18 maggio 2010