Novevolt

ilprimoamore



Giovedì 1 aprile 2010
presentazione dei primi due libri della collana Novevolt di Editrice ZONA.
FIRENZE - Feltrinelli International (via Cavour 12R - ingresso libero), ore 18.

IL MOLOSSO. LA LEGGENDA DEL CANE di Enzo Fileno Carabba
UN VIAGGIO CON FRANCIS BACON di Franz Krauspenhaar

Presentazione dei primi due titoli della nuova collana di ZONA Novevolt, a cura di Alessandro Raveggi e Enrico Piscitelli.
Intervengono, con gli autori e i curatori della collana, Vanni Santoni e Jacopo Nacci.
Vernissage della mostra "Sad Plants" di Jonathan Calugi, illustratore delle copertine di Novevolt

Da marzo in libreria, i primi due libri della collana di narrativa Novevolt, curata da Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi, per Zona editrice.
Volta al rilancio della qualità nel panorama nazionale, Novevolt propone piccoli gioielli di stile: di autori affermati e giovani promesse, sfidando le leggi del mercato e rivolgendosi ai lettori con arditezza e complicità, senza contraffazioni e specchietti per le allodole. Per questo i Novevolt sono libri piccoli, densi, coinvolgenti, tascabili: unici. Oasi temporanee per ridare libertà, libertà a chi scrive, libertà a chi legge.

SCHEDE COMPLETE DEI LIBRI: http://novevolt.wordpress.com/i-novevolt/

Da Il molosso. La leggenda del cane, di Enzo Fileno Carabba, Zona 2010

Siamo ripartiti e bisogna stare attenti perché tra lance, rostri,
frecce e spade è come camminare in una grande bocca piena di
zanne anche nel palato e sulla lingua, una bocca che avanza e si
agita di continuo e se sbagli direzione o inciampi vieni sventrato
e fatto a pezzi. Ci sono lame e becchi appuntiti dappertutto.
Alcuni, quelli che ce la fanno, marciano con scarpe di ferro
tagliente.

Io sto nella terza fila e reggo una lancia di sette metri.
Possiamo avanzare su ogni tipo di terreno. Qualsiasi cosa
accada, la falange non si rompe, si riassesta, è capace di qualsiasi
movimento. Sfonda qualsiasi schieramento.

«Levati», mi urla il bambino.

Mi scanso. Ero finito troppo vicino a un cane da
combattimento con due torce ritte sulla schiena. Sui fianchi ha
i serbatoi di resina che alimentano la fiamma. Porta un collare
pieno di punte affilate. Ha il pelo arruffato e lungo, perché
viene dalle piogge e dalle tempeste. È bianco, irsuto, come un
cane da pastore, forse un tempo lo è stato. Noi per lui siamo il
gregge. Gli altri i lupi.

Sono ancora forte, ma senza il bambino sarei già finito.
Ripenso a quando l’abbiamo preso, suo padre e sua madre
non volevano, non capivano il nostro destino di gloria e di conquista, erano uno dietro l’altro, furono trapassati dalla stessa
lancia. Lui non può ricordarlo.

«Stai andando bravo», mi urla.
Quasi non ci vedo, per il bagliore bellissimo delle armature
e degli scudi. (p. 78)

Da Un viaggio con Francis Bacon, di Franz Krauspenhaar, Zona 2010

"Di notte teste esplose mi vengono a bombardare mente e stomaco mentre tento di dormire. Ho preso due pastiglie di Minias, un sonnifero non forte che mi permette di addormentarmi quando l’insonnia mi si accanisce contro, ma quelle teste mi perseguitano. Più di tutte, quella di John Kennedy sull’auto presidenziale, a Dallas. In effetti non scoppi˜, ho visto come tutti quel filmato decine di volte, ma la mia distorsione me la fa vedere esplosa. é sempre Bacon che mi perseguita, le sue teste, le fauci umane, lo spalancarsi dell’abisso.
L’uomo baconiano è tutti e nessuno, ora l’ho capito. È il venditore in Mercedes incontrato a fine inverno davanti al tabaccaio, ma è anche John Kennedy nel pieno della sua morte violenta. È il ragazzo del Vietnam vittima di uno scontro a fuoco. È addirittura la testa pelata del colonnello Kurtz impersonato da Marlon Brando in Apocalypse now. La filosofia di Kurtz, esplicata nel suo monologo, è una filosofia dell’accettazione della morte e soprattutto dell’assassinio senza riguardo che non è nemmeno immorale, è semplicemente lineare, fino a raggiungere proprio una non sottile linea di straordinaria purezza.
Ecco, il dolore e il male rappresentato da Bacon mi sembrano alla fine coinvolti in una strana purezza naturale. È come se l’uomo baconiano, afflitto, sconfitto, frustrato, sia preda di un male naturale che è puro, perché inevitabilmente intricato con la natura. Una natura che non ha riguardi nel nascere e nel morire, che si fa largo sulla nostra terra tramite la brutale selezione della specie. L’uomo baconiano è arrivato al termine di questa selezione, ma da sconfitto." (pp. 44-45)

***

venerdì 2 aprile 2010 NOVEVOLT BOOK PARTY: NON SCHERZIAMO FIRENZE - Libreria Cafè La Cité (Borgo San Frediano 20R) dalle 19.30 fino a tarda notte
con aperitivo-cena e live-set di Millemmi,
per la presentazione della nuova collana di narrativa Novevolt.

Reading di testi editi e inediti di: Enzo Fileno Carabba, Vanni Santoni, Jacopo Nacci, Alessandro Raveggi, Paola Presciuttini e altri autori e amici di Novevolt.
Live-set di: Millelemmi, in occasione dell’uscita del suo nuovo album "Nocosomio Tungsteno".








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica annunci il 29 marzo 2010