Nausea

Francesco Rampichini



(questa lettera è stata pubblicata nella rubrica Lettere di Corrado Augias su Repubblica di qualche giorno fa; mi associo allo sfogo di un caro amico che parla di una stanchezza comune a chi ha ancora senso civico e prova rabbia per l’imperante assenza di responsabilità.gf)

Caro Augias,

leggo l’articolo di Mario Pirani (Il Paese dove fioriscono gli anemoni) e per la prima volta afferro fisicamente il senso del motto "la goccia che fa traboccare il vaso". Ho un conato di vomito, non scherzo. Non perché apprendo che il presidente del piccolo Molise, Michele Iorio, guadagna più del Governatore della California, o per tutta la sua famiglia di clientele. Ma perché sommato a truffe, sprechi da far impallidire il bilancio dello Stato, devastazioni della cosa pubblica (che in Italia non è "di tutti" ma "mica mia"), vessazioni e malaffari di regime, è più di quanto i miei anticorpi alla barbarie possano digerire. Hanno ridotto l’Italia a somigliare alla parte peggiore dei suoi amministratori ignoranti, prepotenti e autoreferenziali: un lupanare dove si aggirano bipedi sempre meno "sapiens" e sempre più "homini lupus".
Faccio parte da 30 anni d’una associazione culturale - i CPSM presso il Conservatorio di Milano -, che su base volontaria di docenti e associati accoglie in oltre 40 corsi adulti che trovano accesso a un’istruzione musicale a prezzi popolari. Ho voglia di smettere e seguire il consiglio del presidente B.: smettere anche di pagare le tasse. Per non rischiare la galera però, prima fonderò un’associazione mafiosa e poi querelerò il suo Direttore.

In alternativa seguirò quello di Celli: andarmene. Magari risparmio in avvocati e mi passa la nausea.

M° Francesco Rampichini
acousmetry@live.com








pubblicato da g.fuschini nella rubrica democrazia il 27 febbraio 2010