Appunti sparsi in corso di lettura su Gli Addii di Onetti #3

Maria Cerino



Gli Addii è un romanzo sulla discrezione. La delicatezza di una lingua semplice percorre l’intera narrazione; e tu che lo leggi segui la voce narrante con quel piccolo terrore che cada l’equilibrio, che si possa rompere il filo e farsi a tratti stucchevole, a tratti retorica o peggio ancora pettegola. Tu vuoi restare là in quella posizione favorevole, assistere alla vicenda, alla malattia e ai definitivi abbandoni senza far rumore; ciò che non vuoi, ciò che non vogliamo è interferire con l’evoluzione della storia come quando assistiamo a un litigio tra due amanti per strada e quella violenza resta spontanea finché uno di loro non si accorge dello sguardo estraneo e si ridimensiona, mente, tace sopprimendo la rabbia e la ragione della rabbia insieme. In un certo senso dimentica. Gli addii ha tutte le caratteristiche per essere un dramma ma non lo diventa perché non ci viene mostrata nessuna conseguenza alla vicinanza con il malato, con la solitudine del malato; i personaggi attraversano i fatti senza subire mutazione.

O forse è un dramma ma un dramma fermo, senza svolgimento.








pubblicato da m.cerino nella rubrica libri il 1 settembre 2012