A mani basse

Giuseppe Caliceti



Ammettiamolo: sulla scuola questo governo ha vinto a mani basse. Nel giro di due anni, ha fatto tutto quello che voleva fare. Lo scorso anno ha ridotto ai minimi termini la scuola primaria italiana. Quest’anno ha ridotto ai minimi termini la scuola superiore. Non ha fatto nessuna Riforma vera, beninteso. Solo "tagli" travestiti malamente da Riforma. Tagli d’avvero epocali. Di fondi. Di docenti. Di offerta formativa. Di tempo-scuola per alunni e studenti. Non c’è un solo "più" in quello che è stato fatto, ma solo segni "meno". Eppure è riuscito a fare tutto quello che aveva in mente. Come è possibile che Gelmini sia riuscita in ciò che la Moratti non era riuscita a fare? Come è stato possibile che questo governo abbia compiuto uno scempio tale che nessun altro, prima di esso, era mai riuscito solo a immaginare? Come ha fatto a superare le obiezioni e le richieste del CNPI, della Conferenza delle Regioni, delle Commissioni parlamentari? Obiezioni e richieste non di poco conto, che, di fronte ai cambiamenti nelle superiori, chiedevano per l’attuazione della riforma: provvedimenti normativi sull’articolazione delle cattedre; provvedimenti legislativi per garantire le competenze di base per l’obbligo scolastico e per il passaggio da un indirizzo all’altro; un provvedimento legislativo di revisione degli organi collegiali per metterli in grado di gestire il cambiamento. C’è riuscito fegandosene di tutto e tutti e andandosene a testa bassa per la sua strada segnata. Quali sono i nuovi quadri orari delle superiori? Quali i nuovi programmi? Come sarà possibile organizzare un’offerta territoriale in grado di dare a tutti le stesse possibilità di accesso alla scuola superiore ? Chi la gestirà ? Le scuole, le Province o le Regioni? Domande sciocche.

Accadrà anche alle superiori quello che è accaduto lo scorso anno per la scuola primaria: uscirà una circolare per le iscrizioni che conterrà solo la possibilità per i genitori di scegliere fra i diversi indirizzi e i regolamenti saranno pubblicati in Gazzetta ufficiale fra mesi. L’importante, infatti, è aver tagliato, mettere a segno il "colpo", tutto il resto non conta e si può aggiustare in qualche modo: questa è la filosofia di fondo di questo governo che non è assolutamente interessato alla scuola. Non è un caso che i nuovi programmi per la scuola primaria non sono mai stati resi noti. Si va avanti così, a tentoni. Le scuole, i genitori e gli studenti dovranno arrangiarsi alla meglio. Ripeto la domanda iniziale: come è potuto accadere tutto questo? E per di più in così breve tempo? Certo, grazie a una opposizione che, sul tema scuola, si è rivelata flaccida e ridicola. Ma grazie anche al silenzio assordante della grande maggioranza dei genitori di alunni e studenti italiani.

Occorre infatti ammettere, amaramente, che all’opinione pubblica di questo Paese, - più o meno condizionata da un sistema informativo distorto e menzognero, - dell’educazione dei propri figli non importa più di tanto.

Occorre prendere atto che la cosiddetta Onda anomala ha perso. Occorre prendere atto che la maggioranza dei genitori italiani è interessato soprattutto a "tener impegnati" bambini e ragazzi, ma non è interessato troppo a "come". L’ importante è "tenerli". La triste verità italiana è che se le scuole riconfermano o non riconfermano il piano dell’offerta formativa attualmente in vigore, o se questo viene drasticamente ridotto, ai genitori di alunni e studenti non importa più di tanto. Se non si parte dai genitori di alunni e studenti, difficilmente si riuscirà a ridare un minimo di dignità alla nostra scuola e di speranza al futuro dei giovani.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica scuola il 16 febbraio 2010