Pavese e la traduzione di Spoon River

Flavio Marcolini



Pavese fu in qualche modo il coautore della gloriosa traduzione di Fernanda Pivano in lingua italiana dell’ “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters. Sono le conclusioni alle quali è giunto il giovane studioso camuno Iuri Moscardi, che con il suo studio “Cesare Pavese e la traduzione di ‘Spoon River’ di Fernanda Pivano” si è aggiudicato a Santo Stefano Belbo la 29esima edizione del Premio Pavese per la miglior tesi di laurea.

Discussa lo scorso 16 aprile all’Università degli Studi di Milano, la tesi non è che l’ultima di una serie di opere critiche del ventiseienne Moscardi, che ha dedicato due saggi alla fine del mito americano nel romanzo “La luna e i falò” e all’apporto di Pavese ad alcune traduzioni dall’inglese.

“Il mio ultimo studio – racconta – si basa sull’analisi di un dattiloscritto con la traduzione delle poesie della celebre raccolta di Edgar Lee Masters e due serie successive di correzioni manoscritte, di Pivano e di Pavese. Quelle di Pivano correggono la sua originaria traduzione; quelle di Pavese introducono modifiche stilistiche anche notevoli, passando a stampa. Ciò, unito al fatto che Pavese interviene anche sulle prime bozze, dimostra il suo coinvolgimento nella versione in italiano di questo capolavoro della poesia americana: egli non ne fu il semplice revisore finale, come da contratto con la casa editrice Einaudi presso cui il libro uscì, ma svolse una preziosa funzione di aiuto nella sistemazione del testo”.

“Inizialmente – confessa – puntavo a un confronto stilistico tra gli originali di Edgar Lee Masters, le traduzioni di Pivano e i testi dell’album ‘Non al denaro, non all’amore né al cielo’ in cui De André rivisitò l’Antologia nel 1971, ma poi mi sono focalizzato sulla traduzione di Pivano, dimostrando il coinvolgimento di Pavese, che finora la critica aveva solo timidamente ipotizzato”.

Conducendo un accurato lavoro di esame e collazione, Moscardi ha definito le rispettive responsabilità dei due traduttori e analizzato come le loro diverse traduzioni si integrino nel testo finale. Il Premio Pavese gli è stato conferito nel corso di una cerimonia a Santo Stefano Belbo, paese natale dello scrittore, domenica 26 agosto.

Per il futuro Moscardi intende proseguire le proprie attività di studio e ricerca. “Per ora – dichiara – lavoro come correttore di bozze al ‘Corriere della Sera’ in via Solferino a Milano, ma spero di trovare presto uno sbocco nell’editoria. Contemporaneamente, tento di portare avanti lo studio e non escludo di svolgere un dottorato, magari all’estero. Infine gestisco una rivista letteraria online, ‘generAzione rivista’, fucina di confronto e approfondimento consultabile all’indirizzo www.generazionerivista.com”.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 31 agosto 2012