Appunti sparsi in corso di lettura su Gli Addii di Onetti #2

Maria Cerino



Confida nel suo corpo, il personaggio de Gli Addii. Confida nel suo corpo in un modo infantile tipico di quell’età in cui se ne comprende il potenziale ma ogni minima mancanza, rottura, inadeguatezza crea non sconforto (lo sconforto è di chi invecchia, di chi si arrende e si deprime, o anche dei malati che non riescono a capire la causa della propria malattia, o, peggio ancora, la natura) ma spavento. Il personaggio de Gli addii non a caso è un ex sportivo, un uomo che ha fatto del proprio vigore fisico un lavoro e una virtù e lo spavento a cui è abituato non ha a che vedere con la morte ma è una sottile catastrofe, tipo uno strappo, una distorsione, una microfrattura. Gli atleti convivono con la fragilità ed hanno la misura del definitivo. Per questa ragione non tenta neppure di curare la tubercolosi da cui è affetto. Juan Carlos Onetti sceglie un giocatore di pallacanestro perché uno sportivo persino quando vince – persino nel momento in cui vince, e poi quando perde, e ancora quando si infortuna – ha quella deformità sul viso, la bocca larga, gli occhi o stretti o spalancati, quella stanchezza nel corpo sudato che è ben altra cosa dalla vittoria eppure non smette di sembrarci tale.








pubblicato da m.cerino nella rubrica libri il 28 agosto 2012