Piazza Fontana 1969-2009 - #3

Teo Lorini



Come Camilla Cederna e Mario Scialoja, Corrado Stajano è uno dei primissimi giornalisti giunti alla Banca Nazionale dell’Agricoltura dopo l’esplosione; ancora recentemente ha ricordato quel pomeriggio come "una cesura, una riscoperta del mondo e di sé stessi. Anche per i giornalisti". Anche per quelli di loro che provenivano non dai ’sovversivi’ fogli della sinistra extraparlamentare ma dai migliori quotidiani borghesi e che si trovarono increduli ad assistere alla smaccata messinscena portata avanti da commissari, questori, su su fino ai ministri. Se l’attività di quei reporter animati da autentico senso delle istituzioni e comprensibile desiderio di giustizia è ricostruita nel bel libro di M. Nozza, Il pistarolo (Saggiatore 2007), il volume di Stajano e Fini, basato sulla trasmissione che i due realizzarono per la Rai nel 1977, non si concentra solo su Piazza Fontana ma ricostruisce il quadro d’insieme della strategia della tensione fino al 1976, arricchendolo con una serie di interviste che costituiscono il nucleo più ricco e a tutt’oggi prezioso di La forza della democrazia. Oltre infatti alle conversazioni con Valpreda, a quella con Licia Pinelli (ancor’oggi commovente per la composta dignità della vedova del ferroviere ucciso), a quelle con testimoni e imputati della pista nera, spicca come una curiosità l’intervista a Fabrizio Cicchitto, allora deputato socialista, poi membro della P2 (tessera 2232, fu estromesso dal PSI nel 1981 e in seguito riammesso nel partito da Bettino Craxi sei anni dopo), passato successivamente a Forza Italia e -oggi- al PDL di cui è capogruppo alla Camera. Le parole con cui il giovane Cicchitto si scaglia contro le protezioni di cui godevano personaggi come Rauti e Delle Chiaie, nonché contro Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo "al soldo degli Affari Riservati del Ministero degli Interni" sono quasi commoventi: "adesso capiamo tante cose, capiamo perché AN [si tratta beninteso di Avanguardia Nazionale] picchiava e ammazzava senza che intervenisse mai nessuno, Avanguardia Nazionale aveva delle coperture proprio al Ministero dell’Interno, proprio da parte di chi aveva il compito di reprimere la violenza"
Lasciando però da parte l’ardente indignazione civile del futuro piduista, vanno segnalate altre conversazioni, come quelle a Cossiga e ad agenti (Philip Agee, Victor Marchetti) e dirigenti (William Colby) della CIA sulle operazioni dell’Agenzia in Italia durante il periodo delle stragi. A dispetto dell’importanza degli intervistati Stajano e Fini conducono il dialogo con una fermezza pacata e insieme inesorabile cui siamo da tempo ormai disabituati.
Pensare che un documento di tale valore sia stato prodotto dallo stesso ente che oggi trasmette i tg di Minzolini e i talk show di Vespa non può che generare una lieve sensazione di vertigine.

Una versione più concisa di questo contributo è stata pubblicata su «Pulp Libri» n.82 (novembre-dicembre 2009).








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 10 dicembre 2009