Il miracolo, il mistero e l’autorità - Stralci dalla rivista

Francesco Niccolini



DNA, un mondo fantastico. Le frontiere della genetica e delle biotecnologia tra etica e utile d’azienda

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Partiamo dal mondo del crimine.
È chiaro che per Scotland Yard, CIA, FBI e per qualunque polizia criminale un mondo perfetto prevede la mappatura dell’intera popolazione mondiale. Una scena del delitto pura, senza manomissioni né errori di prelievo contiene tutto quello che serve per risalire al colpevole: è impossibile che il criminale non lasci la sua firma genetica sul luogo del misfatto. Basta pensare a come sono stati arrestati i killer di Falcone, di cui furono ritrovate tracce di DNA nei mozziconi di sigaretta abbandonati sulla collina dove aspettarono l’arrivo dell’auto del giudice a Capaci. In linea teorica ’basterebbe’ davvero avere il profilo genetico di ogni cittadino per risalire a qualunque presenza in un qualunque luogo.
Il limite di tutto ciò è che i campioni di DNA si possono portare ad arte sulla scena del crimine, o la polizia può raccogliere maldestramente i campioni: è quello che accadde nel caso dell’omicidio di Nicole Brown e Ronald Goldman, per cui venne incriminato il celebre marito della donna, O.J.Simpson, i cui avvocati riuscirono a impostare la difesa proprio a partire dagli errori procedurali della polizia criminale, fino alla più incredibile delle assoluzioni. Ciononostante è chiaro a tutti come l’introduzione dei rilevamenti tramite DNA abbia dato straordinari strumenti alla polizia di ogni parte del mondo.
A oggi in Gran Bretagna la polizia è autorizzata a prelevare campioni di DNA soltanto di soggetti incriminati. È meno consolante di quello che sembra: puoi essere incriminato di qualunque cosa, essere portato in una centrale, subire il prelievo di un campione di DNA (basta un tampone imbevuto di saliva), e poi essere liberato con tante scuse. Pare che sia un metodo applicato con molta disinvoltura.

Il resto del mondo è molto diviso e non sa bene come muoversi. A parte l’Islanda, che già da tempo provveduto a vendere i campioni di DNA dell’intera popolazione alla DeCode Genetics, società di biotecnologia diretta da un islandese ma ampiamente finanziata con capitale americano, che poi ha firmato un contratto con il colosso della ricerca farmaceutica Hoffmann-La Roche, che ha trvato molto interessante poter mettere la mani sull’intero ceppo genetico islandese, molto ben conservato, dato l’isolamento della popolazione e lo scarso inquinamento con altri ceppi attraverso matrimoni misti (La Repubblica, 13 gennaio 1999).

Negli Stati Uniti la prima legge sulla privacy genetica è apparsa nel 1989, subito dopo il lancio del progetto genoma umano. Nel 2005 il Senato americano ha deciso di varare all’unanimità una legge che proibisce alle società di assicurazione e ai datori di lavoro di operare discriminazioni ai danni di persone che abbiano una predisposizione genetica verso certi mali. "Il suo effetto immediato sarà quello di proteggere le persone che oggi sono riluttanti a sottoporsi a test genetici di qualsiasi tipo per paura di perdere il lavoro o l’assistenza medica" commentò la senatrice repubblicana sponsor del disegno di legge.

Sì, perché assicurazioni e grandi aziende sono molto interessate a entrare in possesso dei dati che si possono ottenere dai campioni di DNA (...)

Continua su Il miracolo, il mistero e l’autorità, Milano, Effigie 2009, pp. 154, euro 15








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica annunci il 26 novembre 2009