La Bolla

Giuseppe Caliceti



Appena uscito per Feltrinelli, l’ultimo libro di Curzio Maltese parla di un tipo particolare di bolla: non di quella economica, ma della bolla mediatica legata al mai risolto conflitto di interessi di Silvio Berlusconi che caratterizza da troppi anni l’Italia.
Maltese racconta di un Paese che ha perso la capacità di progettare il futuro. Spreca le sue migliori risorse intellettuali costringendole a emigrare. Non ha il coraggio di investire sull’innovazione e la tecnologia. Sta perdendo la sfida della competizione internazionale. Continua a devastare il suo territorio senza preoccuparsi di cosa troveranno le prossime generazioni.
Al culmine della piramide, purtroppo, Maltese parla di una classe dirigente che è più che mai parte del problema anziché una possibile soluzione: che nella sua parte conservatrice continua a coltivare la nostalgia di un passato autarchico e nella sua parte progressista appare immobile, incapace di ricambio generazionale, sorda agli umori del paese reale, addirittura messa in discussione dal punto di vista dell’onestà, della moralità, del buon gusto.

Mi è capitato di vedere Curzio Maltese intervistato ad AnnoZero. Era accusato da un politico del Pdl, come giornalista di Repubblica, di non aver parlato del caso di quel demente che cercava un killer per Berlusconi.
Bene, Maltese gli dice e gli fa vedere che invece la notizia è riportata su Repubblica. Bene, il politico del Pdl non chiede scusa. Anzi, ripete tranquillamente: "Non l’avete scritto". Maltese insiste, il politico del Pdl continua a sostenere di fronte all’evidenza la sua verità, che poi è un falso. Non solo. Il giorno dopo, su Libero, viene ripresa la non-notizia secondo cui su Repubblica non è mai stata data questa notizia. Non si dice che non è stata data con la giusta importanza, si dice proprio che "non è stata data". Insomma, nell’era berlusconiana ci siamo trovati di fronte a chi non è minimamente interessato alla realtà, alla verità, alle cose veramente importanti di questo Paese, a un minimo di Etica.

La Realtà non esiste, i Fatti non esistono, si inventano, si impongono. Di fronte a questo dato di fatto, il dibattito su fiction ono-fiction o auto-fiction che imperversa da mesi sulle pagine culturali dei giornali italiani può o non può farmi ancora più tristezza?








pubblicato da t.lorini nella rubrica giornalismo e verità il 3 novembre 2009