Vento forte a Secondigliano

Franco Arminio



l’ardore di chi non può arraffare
alcuna sorte,
occhi semplici e veri
voci diverse dalle nostre
che affollano la punta dell’ago.
quello più colto ha una condanna
per mafia, ergastolo,
ma a sentirlo pensavo alla vita senza forza
di chi è fuori.
io lì ieri mattina potevo perfino
essere felice se avessi avuto qualcosa
di più pesante addosso:
solo il freddo disturbava
le perle bendate che porto sulla schiena.
ero con loro, censurati malfattori,
perché il sonno
per due notti era sfuggito
e con esso le querele della noia.
ho visto nei liberi lettori
delle fiorenti cittadine
parole murate
aria di sabbia
invidia o adulazione.
ho visto nei miei lettori incarcerati
ben altro che prigioni.








pubblicato da s.nelli nella rubrica poesia il 28 ottobre 2009