Vitaliano Trevisan e Tiziano Scarpa al Teatro i





24_25 ottobre 09
[sabato 10.30 pm | domenica 9 pm]
FESTA DEL TEATRO 2009
Teatro i inaugura la stagione 09_10 IDOLI con un doppio evento che vede protagonisti Vitaliano Trevisan e Tiziano Scarpa. Da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli, Teatro i vi aspetta per offrirvi un aperitivo e brindare all’inaugurazione della nuova stagione.

sabato 24 ottobre 09
[ 10.30 pm ]
NOTE SUI SILLABARI
di Vitaliano Trevisan
riscrittura originale di testi di Goffredo Parise
con Vitaliano Trevisan (voce), Daniele Roccato (contrabbasso)
musiche H. W. Henze, J. Cage, S. Scodanibbio, S. Gubaidulina, G. Kurtàg, J. S. Bach

"La casa ha un difetto
vi è al suo interno
carenza di ombrelli"

Riscrittura in musica di quanto già scritto, lettura per voce e contrabbasso. Fraintendere un tema per l’oggetto e dire dai Sillabari di Goffredo Parise, all’autore non pare appropriato - l’autore, chiunque sia l’autore. Ma una lingua è fatta di suoni, suoni che rimandano a significati che generalmente dicono di più delle cose a cui sono riferiti - difficile campo, quello dell’essere. Così piuttosto note come appunti: il percorso al tempo presente e al luogo passato scompare e ancora necessita dei suoi riferimenti, di luoghi, appunto: evocati perduti o ritrovati ma sempre rimpianti, a loro modo, dalle panchine.

domenica 25 ottobre 09
[ 9 pm ]
STABAT MATER
lettura scenica di e con Tiziano Scarpa
dal romanzo Stabat Mater (Einaudi, premio Strega 2009)
con le musiche di Antonio Vivaldi e Giovanni Legrenzi

E’ notte, l’orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più lontana, la madre che l’ha abbandonata. La musica per lei è un’abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Ma un giorno le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza sempre più incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino.

Ambientato all’Ospedale della Pietà agli inizi del Settecento, l’orfanotrofio musicale veneziano dove lavorò Antonio Vivaldi, Stabat Mater è un monologo intenso ed emozionante. La voce di Tiziano Scarpa si libera a poco a poco dalla tenebra angosciante in cui è immersa la giovane violinista Cecilia.
Né accompagnamento, né colonna sonora, ma vere protagoniste dell’ascolto, le musiche vivaldiane irrompono in questa lettura scenica con un’inedita potenza e malinconia.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica teatro il 23 ottobre 2009