Tribù d’Italia - Il primo incontro

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Sabato e domenica a Castiglioncello ci siamo incontrati con moltissime persone provenienti da tante parti d’Italia e che lavorano in campi diversi: teatro, immigrazione, scrittura, medicina, riviste, associazioni umanitarie... La partecipazione è stata superiore alle nostre attese. Molti si sono aggiunti all’ultimo momento, inaspettati.

Molte tribù hanno preso il treno o la macchina e si sono spostate a proprie spese, mosse da qualcosa che è difficile dire o spiegare con i parametri correnti (utilità in termini di guadagno o di immagine), spinti da un’urgenza, da un desiderio di raccontare, di conoscere altri che sono mossi dalle stesse spinte, dal bisogno di fare, di ricostruire tessuto in questo paese lacerato, di sconfinare dai propri ambiti specializzati o di settore, e di inventare qualcosa che non c’è. Per una giornata, mattina e pomeriggio, e poi l’intera mattinata successiva, si è ascoltato con attenzione i racconti di tante realtà diverse, e i desideri e le attese che ognuno riponeva in questo incontro. E’ stato un raccontare e un ascoltare molto intenso, pieno di tranquillità e di fervore. Scandito, ogni tanto, dalla voce e da una poesia di Mariangela Gualtieri.

Sorprendente è la capacità che è venuta fuori in ognuno di entrare in rapporto con realtà che sono lontane dal proprio settore specializzato, di trovare un elemento comune andando oltre le proprie identità stratificate, che pure si trovavano ad essere rispettate e valorizzate, in un comune sentire, in una comune fiamma, fatta di umanità, libertà e coraggio. Nessun lamento, nessuna sterile denuncia. Denunciare non basta, occorre fare, inventare, convinti che tutto ciò che sta accadendo intorno a noi è terribile, certo, ma non è necessario. Tutto sembra perduto, ciononostante siamo qui, per ricominciare.

Il fuoco attorno a cui ci sediamo – ha detto una persona che lavora in teatro – è quello del "ciononostante". E un’altra, che ha lavorato in una missione in Africa, ricorda che l’importante è costruire, e se ci distruggono tutto ricominciare a costruire. E una ragazza nera che lavora in teatro ha detto che ci sono molte persone che non vogliono essere salvate, se non sanno perché vivere. E una persona che viene dal femminismo ha detto che "per toccare le persone occorre toccare i loro sogni". E un’altra che lavora con pazienti in stato vegetativo ha parlato del tempo come variabile fondamentale che logora e devasta quando è insignificante. E un’altra che tiene una cooperativa ha detto che sapere che ci sono altre persone che fanno e sognano sia pure in mezzo a tante difficoltà le dà la "forza sentimentale" per continuare. E uno psichiatra ha detto che l’importante è far nascere ambizioni. E ancora si è parlato di empatia, di dono, del dono di inventare qualcosa di diverso. E uno scrittore ha detto: veniamo qui ognuno con le proprie identità, storie e passioni, diversi modi di vedere, combattiamoci l’un l’altro ma non annichiliamo niente. E ancora...

Dell’intera discussione daremo tra breve un sunto su questo sito. Un intero numero della nostra rivista cartacea accoglierà gli atti, le proposte e le riflessioni.

Molte le idee uscite dall’incontro, su cosa fare in seguito, su come ritrovarsi di qui a un anno in un nuovo incontro nazionale, che sarà in un luogo diverso da questo in cui si è iniziato, forse Milano, forse Lecce.
Intanto si faranno anche incontri più piccoli, locali, tra realtà inserite in territori vicini e legate da affinità più strette: una rete di incontri parziali dove attivare conoscenze e sinergie.

Di qui a poco creeremo un sito apposito, chiamato "Tribù d’Italia"(tribuditalia.it) , che sarà la fornace in cui gettare man mano nuova legna: proposte, riflessioni, racconti di ciò che si fa. Non una rete virtuale, ma una rete che è nata da un incontro di corpi e di passioni. Non una vetrina, dove scaricare semplicemente le informazioni sulle iniziative che si fanno, ma un luogo di semina, di crescita e di elaborazione di idee e di confronto di pratiche.

A tutti i partecipanti, a quelli che ancora non lo hanno fatto, chiediamo di mandare una breve scheda di mezza pagina di presentazione della propria attività all’indirizzo
ilprimoamore@gmail.com








pubblicato da c.benedetti nella rubrica tribù d’italia il 19 ottobre 2009