Dopo il frocio, aspettiamo l’altro

Raul Montanari



Bene.
Boffo si è dimesso dalla direzione di "Avvenire". E’ stato centrato e affondato da Vittorio Feltri, che ha rivelato la sua omosessualità (un grosso problema, a parte altre considerazioni, per il direttore dell’organo della Conferenza Episcopale Italiana) e una condanna patteggiata anni fa per aver molestato al telefono la moglie di un uomo del quale era innamorato. Conoscendo Feltri, non credo che questa notizia in sé sia infondata; penso che sia la verità. Poi vedremo se questo è o non è il punto. Prima ancora delle dimissioni, i commenti del Centrodestra erano riassumibili più o meno così: “Chi la fa l’aspetti. L’Avvenire ha attaccato Berlusconi sul piano privato e etico, ecco dimostrato che chi parlava aveva a sua volte delle magagne”. Pari e patta.

Vediamo un po’.

Boffo è omosessuale. Che influenza ha questo nella vita pubblica italiana? Nessuna. Su di me come cittadino, come uomo? Nessuna. Boffo è stato condannato e ha pagato per un reato di molestie. Che influenza ha questo sulla vita pubblica italiana? Nessuna. Su di me come cittadino, come uomo? Nessuna.

Berlusconi, per tacer d’altro, è un uomo abituato a usare il suo potere anche a fini sessuali. Questo era il succo delle critiche di molti cattolici. Si circonda di un giro di amiche e le piazza ovunque, dalla Rai a Mediaset ai (pare) ministeri, creando di fatto un sistema di corruzione sessuale generalizzato (vedi intercettazioni telefoniche con discussioni su dove mettere questa e quella), calpestando i meriti di ragazze e donne dotate di uguale o superiore talento alle favorite sue e dei suoi, ma non disposte a compromessi.

Che influenza ha questo sulla vita pubblica italiana? Enorme, anche per il valore dell’esempio. Su di me come cittadino, come uomo? Notevole.

Quindi, applicando il principio di equità, ora mi aspetto le dimissioni di Berlusconi da primo ministro.








pubblicato da t.lorini nella rubrica democrazia il 3 settembre 2009