Bonifici e bonifiche

Giovanni Giovannetti



Dicono che l’onorevole Giancarlo Abelli (Pdl) abbia casa a Beaulieu sur Mer, Costa azzurra, poco distante dalla locale Gendarmerie. Il conto bancario cifrato della moglie Rosanna Gariboldi non abita né in Italia né in Francia, ma al Banque J. Safra di Montecarlo. Lo ha scoperto la Magistratura milanese nel corso delle indagini sulla discussa bonifica dell’area di Santa Giulia di Luigi Zunino a Milano Rogoredo.
Da quel conto sarebbero transitati diversi milioni in euro. Il 27 luglio 2007 ne escono 500mila, diretti ad un altrettanto esclusivo conto svizzero dietro cui sta Giuseppe Grossi, un industriale del ramo bonifiche amico di Abelli. Qualche mese dopo, in due rate, Grossi restituisce alla signora 632mila euro. 132mila euro in interessi? saremmo prossimi all’usura; riciclaggio? non ci crede nessuno.
Santa Giulia porta tempesta: ghiaccio bollente forse destinato a disturbare il trasversalissimo affaire della monnezza, delle bonifiche dai costi gonfiati o condotte alla buona o eluse, in contiguità con la politica e l’urbanistica creativa, con i conti all’estero di insospettabili (le cui famiglie non faticano ad arrivare alla fine del mese, come succede a milioni di loro connazionali), con il ghiotto consumo del territorio a vantaggio di pochi, con l’invasiva proliferazione delle logistiche, con l’insaziabile iperspeculazione: quella che si propone non tanto la rivendita delle merci sugli scaffali (un sottoprodotto) quanto la rivendita dei suoli e dei muri (il vero business) in concorso con amministrazioni lusingate dagli oneri di urbanizzazione, da una piscina nuova o forse da qualche altro aiutino.
E a Pavia? Un noto esponente politico locale (la signora Gariboldi in Abelli è assessore provinciale), nonché moglie del potentissimo deputato già vice coordinatore nazionale di Forza Italia (popolarmente noto come "il faraone") è titolare di un conto cifrato in un paradiso fiscale (conto le cui cifre dice di usare per la spesa dall’ortolano: «al massimo potrei dover pagare una multa per evasione fiscale» riferisce lady Abelli alla "Provincia Pavese", quasi ammettendo l’evasione...) dal quale bonifica quattrini in andata e ritorno a bonificatori sotto inchiesta da parte della Magistratura. Sull’«amico» Grossi pende infatti l’accusa d’aver riciclato all’estero 22 milioni sovrafatturati nei costi di bonifica dell’area Santa Giulia a Rogoredo. Lo stesso «amico» è oggi proprietario dell’area ( 500mila mq.) su cui sorgeva lo zuccherificio di Casei Gerola, un’area prima "bonificata" dalla Sadi Servizi Industriali, società di cui l’«amico» è amministratore, società condivisa per sua stessa ammissione con amici di amici molto ingombrati: quelli della cosca calabrese dei Mazzaferro. Mafie, politica e affari nel profondo nord, dove i pistola dettano legge... Restiamo sereni: a sud di Buccinasco, tra la via Emilia e il west «la mafia non esiste».








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica giornalismo e verità il 8 agosto 2009