Quando la madre non c’è

Tiziano Scarpa



All’inizio di maggio mi ha contattato su Facebook una bella signora bionda. Mi ha detto di far parte di un’associazione che si chiama Astro Nascente, e mi ha invitato a Napoli a presentare il mio romanzo Stabat Mater. Per me era un periodo fitto, ma lei mi ha convinto raccontandomi una storia.

In Italia ci sono migliaia di persone che non sanno chi sia la loro madre biologica. Una legge tutela per tutta la vita l’anonimato delle donne che desiderano abbandonare i loro figli senza che essi possano conoscere chi li ha messi al mondo. È una norma d’altri tempi, fatta su misura per proteggere la tranquillità delle famiglie aristocratiche e borghesi messe in imbarazzo da una gravidanza indesiderata. Sta di fatto che in Italia, ancora oggi, bisogna avere compiuto cent’anni per poter richiedere informazioni al tribunale sulla propria genitrice naturale: un lusso che possono permettersi solo i coetanei di Rita Levi Montalcini; si può immaginare con quante probabilità di incontrare la loro mamma ancora in vita.

L’associazione Astro Nascente si batte perché quella norma sia cambiata, allineandola ad altre legislazioni europee. L’Italia, oltre al Lussemburgo, è l’unico paese che non ha ancora recepito le indicazioni dell’Unione Europea su questo problema. In Francia, per esempio, se uno è stato abbandonato da neonato, quando compie venticinque anni può chiedere la mediazione del tribunale per contattare la madre biologica: «Scusi, signora, la informiamo che suo figlio (o sua figlia) desidererebbe conoscerla: lei è d’accordo? In questi venticinque anni ha per caso cambiato idea? Ci dà il permesso di rivelargli chi è lei e dove abita?» Come si vede, si tratterebbe di una procedura civilissima, che non comporterebbe intrusioni non gradite dentro vite che hanno preso un’altra direzione.

Ma avevo promesso una storia. Eccola. In questi mesi, l’associazione Astro Nascente sta cercando appoggi politici in parlamento, naturalmente presso tutti i partiti, per far passare questa modifica di legge, proposta alla Camera dai deputati Zinzi, Vietti, Naro, Cera, Nunzio Francesco Testa, Pisacane. La primavera scorsa un senatore, Carlo Sarro, si è dichiarato disponibile a dare una mano. Tra le sue motivazioni, mi hanno riferito questa: «Vi appoggerò volentieri perché so quanto soffrite. L’ho capito anche leggendo questo romanzo». Si riferiva al mio Stabat Mater. È così che ad Astro Nascente hanno conosciuto il mio libro e hanno pensato di invitarmi. Sono rimasto molto sorpreso, non mi sarei mai aspettato che un romanzo considerato piuttosto intimista e lirico, per di più ambientato in un altro secolo, potesse avere qualche ricaduta civile sull’oggi.

La presentazione si è svolta nella Real Casa dell’Annunziata, un antico orfanotrofio napoletano, in un pomeriggio in cui si illustrava la proposta di modifica della legge. Anche il senatore Sarro è venuto a portare i suoi saluti. In quell’occasione ho visto da vicino la ruota dove si lasciavano i bambini all’Annunziata. Non sempre erano neonati: alcuni, troppo grandi, li spalmavano d’olio per farli entrare a forza dentro l’imboccatura della cassa girevole di legno, rischiando di spezzargli le ossa.

Ma più che le vestigia del passato, ciò che non dimenticherò mai sono le persone dell’associazione, e il pensiero fisso che si portano dentro. Venivano da tutta Italia: Torino, Padova, Rimini, Bari; anche dal Canton Ticino. Erano molto motivati, avevano affrontato lunghi e costosi trasbordi in treno pur di essere presenti a quella riunione pubblica. Molti erano professionisti, sposati, con figli: persone risolte, cresciute in famiglie adottive che li hanno amati molto. Alcuni mi hanno confidato che quando il dispiacere di non poter conoscere le proprie origini è diventato insopportabile, hanno avuto la tentazione di improvvisarsi investigatori spericolati pur di rintracciare la loro madre.

Due signore dell’associazione invece erano tutte contente. Pochi giorni prima erano state a Veroli, un paese in provincia di Frosinone, famoso per le sue balie. Le ragazze ciociare erano rinomate per il latte del loro seno. Le dame della nobiltà arrivavano da tutta Italia a sceglierle, tastandole in petto come delle bestie al mercato. Le balie spedivano i soldi alla famiglia; con quello che guadagnavano riuscivano a costruirsi una casa. Lo chiamavano «l’oro bianco», il fluido prezioso che usciva dai loro capezzoli. Portavano collane di corallo, considerate propizie per un’abbondante secrezione. Una di loro finì a corte, all’inizio del Novecento, ad allattare Mafalda di Savoia: per una ragazza che proveniva da un paese poverissimo, dev’essere stato un salto sbalorditivo.

Le due signore di Astro Nascente che erano appena state a Veroli erano due ex bambine cresciute nell’orfanotrofio della Real Casa dell’Annunziata: a volte anche quell’istituto mandava i piccoli in baliatico in provincia di Frosinone. Le due donne avevano rintracciato la loro vecchia nutrice. Erano entusiaste. Come dire: non posso sapere chi è mia madre, ma almeno ho conosciuto la mia balia.

La riunione ha avuto momenti di franchezza un po’ provocatoria, c’è stato anche chi ha toccato il tabù del timore di essere nati dalla prostituzione. Poco dopo, in disparte, ho assistito a una conversazione molto tenera. Un marito cercava di rassicurare la moglie, ex bambina adottata: «Non sono d’accordo con quel discorso lì. Pensa a Filumena Marturano. Le prostitute i figli se li tenevano stretti, mica li abbandonavano. Anche a costo di portarli in carcere con sé. Voi, se ci fai caso, siete nati quasi tutti negli anni Quaranta e Cinquanta, un’epoca in cui avere in casa una figlia non sposata rimasta incinta per sbaglio era ancora considerato un disonore da nascondere. È probabile che vi abbiano abbandonati per un motivo del genere».

Ecco, questa è la piccola grande storia che ci tenevo a raccontare. La proposta di modifica di legge auspicata dall’associazione Astro Nascente mi sembra una battaglia di civiltà, e penso che sia doveroso prenderla in considerazione.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 20 luglio 2009