il colore della morte

Giovanni Giovannetti



Le chiamano "morti bianche". Nel 2007 in Italia se ne sono avute 1.170 di cui 170 sono immigrati. Una cifra analoga a quella del 2008: 1.120, un morto ogni otto ore, quasi il doppio della media europea. Le "morti bianche" sono una vera e propria emergenza nazionale, al contrario degli omicidi, che sono in costante calo. Gli stranieri in Italia sono il 6,7 per cento della popolazione ma la percentuale dei lavoratori immigrati morti sul lavoro sale al 14,5 per cento: più del doppio! Dal 2003 al 2006 l’Italia ha contato 5.252 morti di questo colore; negli stessi anni, i militari della coalizione uccisi nella guerra del Golfo sono stati "solo" 3.520. Allargando l’orizzonte, dal 1951 al 2007 in Italia i morti sul lavoro sono stati 154.331 e 66.577.699 i feriti. Non sono un caso, ma «la conseguenza di una cultura economica e organizzativa che non ritiene ragionevole una spesa per la sicurezza volta a evitare anche il minimo rischio di incidenti» (dal Rapporto dei diritti globali, 2008).
Lo stesso Stato che chiama l’esercito nelle strade (insieme alle ronde e alle milizie volontarie e comunali, «a garantire la sicurezza dei cittadini») contemporaneamente ignora ben altre sicurezze o emergenze. Nell’estate 2008, 3.000 militari dei reparti scelti sono stati messi a pattugliare le strade di alcune città italiane a «rischio criminalità». A fare che? Ad arrestare 9 borseggiatori al mese, equivalenti alla produttività di due agenti sopra una "volante"! Mentre al Governo giocano con i soldatini, nella sola Milano ogni giorno le mafie spacciano ai ragazzini 15 mila minidosi di cocaina, offerta in ’promozione’ per soli 10 euro.
l’Italia subisce un vistoso declino demografico (con 1,34 figli a coppia il nostro Paese è tra i primi al mondo per la bassa natalità, ma siamo tra i più longevi) reso meno evidente dall’arrivo di quasi 4.000.000 di nuovi immigrati – il 9 per cento del Pil, 3,7 miliardi di euro in tasse, a fronte di una spesa sostenuta per loro di 1 miliardo – sulle cui spalle grava anche la salute malferma dell’Inps, che senza di loro non saprebbe come pagare la pensione ai nostri anziani, affidati a oltre 1.500.000 badanti (quasi il doppio dei dipendenti del sistema sanitario nazionale) delle quali l’80 per cento lavora in nero.
Gli immigrati hanno un tasso di attività (73 per cento) di 12 punti più elevato degli italiani e sono creatori di ricchezza: concorrono per il 9 per cento alla creazione del Pil e coprono abbondantemente le spese sostenute per i servizi di assistenza con 3,7 miliardi di euro di gettito fiscale. Tra gli stranieri si contano più di 150.000 imprenditori, che raddoppiano se si tiene conto anche dei soci e delle altre cariche societarie. Eppure larga parte dei fondi per l’immigrazione è spesa sul fronte del contrasto. La Finanziaria 2007 per la prima volta ha deliberato 150 milioni di euro per l’inclusione, 50 milioni di euro l’anno, spalmati sul triennio 2006-2009. Sono pochi: nella stessa Finanziaria, il Governo Prodi ha dirottato oltre un miliardo di euro sulle missioni militari all’estero.
Petru Pop di 29 anni e Dorinel Vasile Ginsca di 21 anni sono morti ieri a Mede in provincia di Pavia, mentre stavano riposizionando le onduline sopra un tetto scoperchiato, uccisi da una scarica elettrica di 15.000 volt. Petru era titolare di una impresa artigiana di Broni, dove viveva anche Doriel. Su "La Provincia Pavese" Anna Mangiarotti riferisce che «sono rimasti per quasi due ore dentro il cestello, Petru con i pantaloni blu di una vecchia tuta, Dorinel con i bermuda bianchi e neri. Appoggiati al parapetto come due bambole di pezza, nell’afa immobile della campagna lomellina verdissima e deserta. Nessuno si era accorto di loro, fino a quando non è passato un trattorista. Ha visto i corpi e ha chiamato il 118».








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica il dolore animale il 30 giugno 2009