Bucato, pioggia, cantiere

Barbara Coacci



Bucato

C’erano cose poco importanti
il bucato ad esempio
dimenticato a lungo sul balcone

la camicia da notte sbatteva
i polsi contro la ringhiera
insidiata dal vento
più che dalle tue mani

è stato il rumore a farci impazzire
come la sera il nulla
fa impazzire i cani

Pioggia

Muri di gelatina dietro ai vetri
linee di gronda per il deflusso
intorno ai palazzi. Dai tetti mollicci
un’acqua sporca che glassa le strade
le fughe tronche dei vicoli
il ronzio dei frigoriferi
del famigliare

Cantiere (II)

Bordi di lamiere dove il sole
si rovescia improvviso
cedere dell’occhio per un lampo inaspettato

un cielo turchese
espande la sete
oltre il recinto del cantiere

qui una volta ho baciato un fidanzato
ridevamo forte nella stessa luce


Da Nessuna nuova, edizioni La Camera Verde, 2009.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 26 giugno 2009