L’inseguitore a Venezia e a Padova

Tiziano Scarpa



Venezia, Teatro Goldoni
venerdì 22 e sabato 23 maggio

Padova, Teatro Verdi
martedì 26 e mercoledì 27 maggio

ore 20.30


L’INSEGUITORE

di Tiziano Scarpa
regia Arturo Cirillo

con Arturo Cirillo | Il signor Aloisio | il padre

Michelangelo Dalisi | Nic | l’Amatore

Sabrina Scuccimarra | La cassiera del cinema porno | Sofonisba | Barbara, la cameriera | Lisa, la ragazza spastica | La figlia

Salvatore Caruso | X | Temistocle | il cameriere della trattoria | l’organizzatore di feste e banchetti | Zia Cesira

costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
scene Dario Gessati
luci Simone De Angelis

regista assistente Roberto Capasso
assistente alle luci e fonico Badar Farok

capo macchinista Amedeo Carpentieri
sarta Pina Sorrentino
foto di scena Marco Ghidelli

una produzione Napoli Teatro Festival Italia, Mercadante Teatro Stabile di Napoli, Teatro Stabile del Veneto

Lo spettacolo prevede il pubblico in palcoscenico.

TEATRO GOLDONI

Centralino: 041.2402011 (da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00)
Biglietteria: 041.2402014
Prenotazioni: 041.2402019 (da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 17.00)
Fax: 041.5205241

Coordinatore: direzione@teatrogoldonive.it
Informazioni: info@teatrogoldonive.it

TEATRO VERDI

Centralino: 049/8777011
Biglietteria: 049/87770213
Fax: 049/8763751

Coordinatore: cattozzo@teatrostabileveneto.it
Informazioni: info@teatrostabileveneto.it


Il protagonista di questo dramma, il signor Aloisio, si rivela soltanto alla fine. Come il giovane Nic, anche gli spettatori non sanno che cosa va cercando questo strano vecchio. Scena dopo scena, L’inseguitore si sviluppa per accumulo su questo dubbio: che cosa vuole davvero Aloisio da Nic? E quello che ottiene alla fine, non era forse proprio quello che voleva, senza saperlo? Oppure no? Questa storia si svolge in una città qualsiasi. Potrebbe essere Milano o Palermo, Torino o Bari, non ha importanza. Ha importanza che sia una città italiana. Il patetismo del signor Aloisio è tipicamente italiano. E italiana è la sua verbosità lamentosa, contrapposta alla brutalità laconica di Nic. Uno parla troppo senza dire la verità, l’altro parla troppo poco ma la dice sempre.

Sono affezionato, a questi due personaggi? Uno chiede l’impossibile, l’altro gli dà il massimo che gli può dare. Quanto possiamo chiedere? Quanto possiamo dare?

Il signor Aloisio è un divo, è uno straccione, è un esibizionista, è un mendicante, è un pubblicitario rutilante, è uno spacciatore di fregature, è un abile politico, è un diplomatico disastroso, è un uomo ricco di risorse, è un povero diavolo pieno di magagne, è fico, fa pena. È tutte queste cose insieme. È il mediatore per conto terzi che invece ci sta rifilando se stesso. Nic, a suo modo, glielo dice, anzi: glielo fa. Non posso amare quello che mi offri, ma ho amato il modo in cui me l’hai offerto. A chi assomiglia, il signor Aloisio? Alla pubblicità? Alla politica? All’Italia? Alla vita?

Tiziano Scarpa


L’inseguitore è un testo per quattro attori e svariati personaggi, ambientato in una non ben definita città d’Italia. Un mondo di solitudini ed emarginazioni, di lavori provvisori ed alienati, di malattie fisiche e mentali, raccontati attraverso stili diversi: dal surreale al concreto, dal quotidiano all’onirico.

Avviene in "un palcoscenico completamente sgombro", secondo l’indicazione dell’autore, che via via si riempirà di elementi, oggetti, ingressi. I luoghi si raccontano per segni, ma anche per suoni e luci. I luoghi cambiano, essendo tutto il testo quasi un ininterrotto camminare, o inseguire. Sono parole dette in movimento, con ritmi diversi, svariati come svariati sono i modi di muoversi: correndo, passeggiando, pedinando, sostando….

Un vecchio signore e un giovane appena uscito da una qualsiasi galera si incontrano e involontariamente, ma forse no, costruiscono una relazione.

Intorno a loro c’è un umanità cittadina e periferica: camerieri e cameriere, cassiere, due che si sono conosciuti in una chat, un gestore di un locale per turisti.

Personaggi amputati e mancanti, che preannunciano lo svelamento finale di una famiglia, quella del vecchio signore, segnata dalla ferita inguaribile di una figlia incompleta e irrealizzata.

Una giornata contemporanea, consumata nelle strade, su i cavalcavia, negli autobus, nei cinema porno, nei bar, nei ristoranti di quest’Italia malata e a un passo dall’orrore.

Arturo Cirillo








pubblicato da t.scarpa nella rubrica teatro il 19 maggio 2009