Tutto prende senso

Giovanni Giovannetti



Scendo all’edicola. Da un’auto ferma a motore acceso e lampeggianti qualcuno chiama: "Giovàni… Giovàni Giovanèti". Mi giro, la riconosco: nel 2007 era tra i Rom della Snia. L’abbraccio, non ricordo il suo nome: "sai – dice – adesso siamo cittadini italiani, un lavoro, i figli vanno a scuola. Voglio dirti anche questo. Grazie. Se non era per quello che tu e Irene avete fatto per tutti noi, oggi non saremmo qui".

Mi commuovo, l’abbraccio e la saluto. Tutto prende senso.








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica condividere il rischio il 30 maggio 2014