Il gas di Fritz Haber

Marco Belpoliti



La maschera antigas è un fantasma che si intravede sul fondo della copertina colorata in rosso. Una visione che incombe. Tiziano Colombi ha dedicato un romanzo, Gas, Fritz Haber, lo scienziato tedesco nato nel 1868, premio Nobel nel 1918 per aver scoperto la sintesi dell’ammoniaca. Haber è anche l’uomo che ha progettato e realizzato l’attacco con acido solforico durante la Prima guerra mondiale: inodore, ignoto a tutti, il gas ustionava la pelle, accecava, rendeva incapaci di fuggire. Il Premio verrà ritirato solo nel 1920 per le polemiche intorno al ruolo avuto da Haber in guerra. Non basta. Di famiglia di origine ebraica, ma convertito per interesse e patriottismo, egli anche è l’inventore dello Zyklon B, una delle armi chimiche usate per uccidere i ratti nelle stive delle navi, ma anche per sterminare i deportati nei Lager nazisti.

Morto nel 1933, come racconta in questa fiction scientifica Colombi, Haber è stato un personaggio visionario, che ha cercato di ricavare oro dal mare e di rinvenire metalli preziosi in Antartide. Fedele della monarchia prussiana, è anche l’inventore dei fertilizzanti chimici che hanno salvato dalle fami centinaia di milioni di persone. Colombi con la sua scrittura serrata, scandita e rapida, lo reinventa, cercando di scoprirne l’identità segreta, facendolo interagire con il tribunale stesso della Storia, che convoca davanti ai lettori in un’affascinante anacronismo alla presenza di personaggi della scienza del presente e del passato.

Colombi ricostruisce nei minimi dettagli l’esistenza di Haber, diventatagli, a forza di letture e serrate indagini, quasi famigliare. Questo chimico è colui che ha indicato con la “costante di Haber” la dose minima di gas fatale per l’uomo. In lui si mescolano, come racconta il romanzo, ambizione e capacità pratiche, aspirazione alla conoscenza e devozione per la patria, e per l’apparato militare e industriale. Haber fonda la IG Farben, e si può annoverare anche tra gli inventori della “raccolta fondi”, di sistemi e metodi che anticipano nella Germania guglielmina, e poi in quella post bellica, i metodi dei manager americani. Con la sua costanza, genialità e capacità di mobilitazione Haber apre la strada ad una figura decisamente luciferina quale Albert Speer. Un nazista anzitempo? La narrazione non scioglie questo dubbio, perché Colombi mostra, come tutti gli scrittori, un’ambivalenza verso il proprio personaggio: ne è respinto e insieme attratto. Nella quarta di copertina, scritta in carattere bastone bold, una frase che tradisce tutta l’ambivalenza del premio Nobel: “La scienza è dell’umanità in tempo di pace; della patria, in tempo di guerra”.

Tiziano Colombi, Gas, Mimesis Edizioni.

Questo articolo è apparso su “Tuttolibri” de “La Stampa” il 24 maggio 2014.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 28 maggio 2014