Cari concittadini, siamo nella merda

Tiziano Scarpa



Cari concittadini, siamo nella merda.
Tutto è perduto.
Lo Stato non ce la fa più.
Quanti secoli ci sono voluti per ficcarvi quattro acche in zucca e farvi imparare a leggere e scrivere...
Quante lacrime e sangue è costato dare una pensione a ciascuno di voi...
Quanti sforzi per tenere aperto tutta la notte un pronto soccorso in ogni città...
Ma adesso tutto questo sta per crollare.
Lo Stato collassa.
E fuori dallo Stato c’è solo la legge della giungla, le belve avide, la ferocia dell’economia.
La finanza scommette sul nostro fallimento, come alle corse dei cavalli.
Tifano a bordo pista, tirando cocaina.
Non c’è più niente che ci possa salvare.
Ve l’ho detto in tutti i modi.
Ve lo ripeto ogni anno, ogni sera della vigilia, mentre voi siete occupati a sparare botti in faccia ai vostri figli.
Gli fate schioppare festosamente un occhio, resteranno orbi per tutta la vita, allegria...
Io ho finito le parole per farvelo capire.
Anche perché voi non siete più in grado di capirle.
Siete sempre più ignoranti.
Non conoscete più il significato delle parole.
Posso dirvi in tutta tranquillità che siete
abietti, babbuassi, catarchie,
chionzi, famelici, guallarusi,
ignavi, inverecondi, manigoldi,
neghittosi, ’ntònteri, ’ntruglioni,
papurchi, petomani, purpetti,
scialabbacchioni, sciosciammocca, sconsiderati,
scurrili, sfaccimme, stucchioni,
tufaioli, vaiassi, vòmmeche,
zandraglie, zezzosi, zotici,
tanto, voi, ch’ cazz’ capite?
M’avete fatto disperare.
La mia pazienza si è esaurita.
Vi disconosco.
Vi rendo noto che oggi stesso ho presentato alla corte costituzionale un ponderoso dossier con il quale avvio una procedura di impeachment nei confronti di tutti voi.
Vi destituisco dallo status di cittadini, dal primo all’ultimo!
Tutti quanti in blocco!


Il discorso del presidente è recitato da Gianluca Gambino in Straccioni, di Tiziano Scarpa, regia di Carlo Roncaglia, compagnia Accademia dei Folli, andato in scena a Milano e Torino ad aprile 2014.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica democrazia il 21 maggio 2014