Due abbracci oltre la morte

Tiziano Scarpa



L’anno scorso Freccia d’Europa è partita dal Museo Archeologico di Mantova, dove sono conservati i cosiddetti Amanti di Valdaro: un ragazzo e una ragazza del Neolitico che furono sepolti abbracciati seimila anni fa, e che nel 2007 sono stati ritrovati nelle campagne mantovane. Come mai abbiamo mosso i primi passi proprio da quel museo, da quella sepoltura? “Per dire che l’Europa comincia da prima, da molto prima delle sue spaventose guerre e stermini, che anche noi veniamo da lì, da quell’abbraccio che ci indica un’altra possibilità e un altra strada”, ha detto Antonio Moresco.

Il cammino di quest’anno, Repubblica Nomade, arriverà a Gela. Nell’ideazione del percorso, in un primo tempo si era pensato a Lampedusa, la meta di migliaia di uomini e donne che cercano di raggiungere l’Italia e l’Europa. Ma per arrivarci ci sarebbe voluto un traghetto, in condizioni troppo sicure e turistiche rispetto ai barconi in cui viaggiano i migranti clandestini. La caratteristica dei nostri cammini è stata sempre quella di guadagnare un’idea attraverso la fatica di un’esperienza. La meta di quest’anno è la riva del mare che racchiude gli abbracci di uomini e donne annegati in decine di naufragi, come quello del 3 ottobre 2013. A poca distanza dall’Isola dei Conigli morirono quasi quattrocento eritrei, somali e ghanesi.

Questa immagine è stata diffusa oggi da La Repubblica.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica repubblica nomade il 15 maggio 2014