Il sepolcro vuoto

Tiziano Scarpa



[...] Ma soprattutto, queste immagini falsificano il testo biblico; o meglio, lo completano. La risurrezione non è stata descritta dalla Bibbia. Va immaginata. Bisogna figurarsela. E’ uno di quegli eventi che invocano la supplenza della rappresentazione (oppure di qualcosa d’altro che la travalichi, una meditazione senza immagini). Davanti alla risurrezione la cristianità è rimasta sola con la sua immaginazione. Perciò ha avuto bisogno di chiamare in causa l’arte.

La passione e crocifissione di Gesù sono narrate dai Vangeli passo dopo passo, con molti dettagli; al confronto, gli altri episodi della vita di Gesù vengono sunteggiati con rapidità; ma la risurrezione non è stata raccontata affatto. Dalla sepoltura del morto si passa alla scoperta del sepolcro vuoto. In mezzo non c’è una sola parola. Manca ogni narrazione di quei momenti fatali, perché Gesù è morto davanti a tutti, ma è risorto di nascosto, senza testimoni. [...]

L’articolo intero è qui.


Qui sopra, la Resurrezione di Rembrandt. In home page, una delle versioni di Le Vide, di Yves Klein.
Stiamo ancora lavorando per completare l’archivio del Primo amore, traslocando gli articoli pubblicati nella prima versione del sito.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica il miracolo, il mistero e l’autorità il 20 aprile 2014