Terremoto: Salute, Silenzio, Spaesamento

Serena Gaudino



Dodicesimo tredicesimo e quattordicesimo passo


Salute (Mentale)

Il disagio mentale è una delle patologie che a L’Aquila vanno per la maggiore. Ma l’assistenza è scarsa, gli spazi sono inadeguati. Il Centro di Salute Mentale è in sofferenza. Le accettazioni e i ricoveri avvengono nei container. Il personale è scarso e ormai non si forniscono più cure a domicilio.
E mancano del tutto i progetti per prevenire il disagio.
E i centri si ascolto.
Soprattutto nei nuovi insediamenti.
Mi chiedo: E se si recuperasse l’area dell’ex ospedale psichiatrico
Quel bellissimo complesso di “Santa Maria di Collemaggio”? C’è anche il parco attorno, un parco grande e verde. Che potrebbe ospitare delle passeggiate. Soprattutto le passeggiate dei T.S.O.


Silenzio

In nessun luogo il silenzio è così fondo. Di giorno come di notte la città zittisce. Ripiegata sulla propria segretezza nasconde la sua lingua al mondo. Non parla, non discute, non racconta. E se si muove lo fa senza un fruscio, senza un sussurro.
La fissità si materializza nell’assenza di suono. Nell’impossibilità di propagazione delle onde sonore. Nulla smuove l’aria. Se non ogni tanto un pedone solitario che pesta i tacchi sul selciato. La pioggia che scende abbondante. I militari che battono le strade, che controllano, che chiacchierano tra loro, che fumano, che consumano caffè e noia. Non un animale passa. Un topo. Un piccione. Un falchetto, una poiana. Nella città deserta e inospitale gli animaletti non ci vogliono vivere. Per questo stanno così bene Bancomat e Pluto. Due dei tre cani che vivono a L’Aquila da dopo il terremoto: cani persi. Cani amati da tutti. Sporchi, raminghi, solitari e dolci. Fanno le feste. E ti seguono. Per un biscotto, per una carezza.


Spaesamento

Ho fatto un esperimento. Sono entrata in una stanza col pavimento obliquo. Un tavolo in bilico. Una parete scoscesa. Una libreria inclinata. Ho provato a raccapezzarmi in tutto quel caos di linee sbilenche. Ora ho chiaro il significato del termine spaesamento. Non avendo più punti di riferimento la realtà perde i contorni. Si disintegra. Diventa una poltiglia. Entrando a L’Aquila la prima volta ho sentito che la poltiglia mi stava travolgendo. Mi sono sentita persa, senza appigli.








pubblicato da s.gaudino nella rubrica condividere il rischio il 6 aprile 2014