Terremoto: Comitato (3.32), Disagio civile/disagio mentale, Luoghi, Macerie

Serena Gaudino



Sesto, settimo, ottavo e nono passo


Comitato (3e32)

Sono tutti giovani. Sono i ragazzi di L’Aquila. Sono i ragazzi che per primi hanno costituito un fronte di difesa: dignità, libertà, aiuto e sostegno.
Si sono attivati appena il sisma ha smesso di scuotere la città. Per scavare, aiutare, soccorrere, salvare, spostare detriti e macerie. Per piangere insieme, per farsi forza, per dare conforto e per combattere contro un sistema che fino a ora ha negato ciò che a tutti gli aquilani spettava di diritto. Il terremoto ha distrutto le case, i palazzi, i monumenti, le chiese, e le anime: ha disperso la società, l’ha disciolta.
E la società ha perso identità: gli aquilani hanno perso il concetto di società. Senza un centro, la città non vive più. E senza un centro non c’è aggregazione, non ci sono spazi in cui riconoscersi come appartenenti a una comunità. E questo causa l’aumento di droga, alcol e psicofarmaci.
Il Comitato è nato soprattutto per questo, per cercare di tenere insieme le persone. Si pone come punto fermo, al centro. Nel parco delle Casematte. Occupando il parco della Basilica. Combattendo contro la Regione che vuole vendere questo spazio. Però ogni settimana qui c’è un’assemblea pubblica. Chi vuole può partecipare. Chi vuole può condividere idee e avanzare proposte. Chi può, chi vuole si siede su una sedia da giardino e parla, ascolta, prende nota. E vive, nel suo spazio, nella sua città.


Disagio: civile
Disagio: mentale

Il disagio avanza. E il male che procura è oscuro.
Il disagio che vivono quotidianamente a L’Aquila i cittadini non è solo disagio civile: essere obbligati a usare l’automobile, a rintracciare un ufficio senza nessuna istruzione o punto di riferimento, a vagare in cerca di un idraulico, un ciabattino, un falegname, un medico, quel medico…
Senza punti di riferimento il disagio civile si trasforma in disagio mentale: sentirsi persi, soli, in fondo a un buco nero. Senza nessuno sbocco. E’ come si sentono oggi gli aquilani. Non tutti forse ma una buona parte sì.
E appaiono gli stabilizzatori dell’umore, gli psicofarmaci, l’alcol, le droghe leggere e quelle pesanti. E i ricoveri.


Luoghi
A me piacciono i luoghi che si raccontano. I luoghi che hanno parola e lingua per trascriversi, per riversarsi sulla mia faccia, sulla mia pelle. Per me un luogo è un posto sicuro e recintato con mura e confini distinti. Chiuso o aperto che sia devo sentilo narrare storie, devo sentirlo cantare o piangere. Un luogo io, per considerarlo tale, lo devo vedere palpitare, sussultare, agitarsi. Camminando tra i viali delle New Town di L’Aquila, i 19 insediamenti costruiti dal Governo Berlusconi, io quelle storie le sento. Non li sento luoghi anonimi. Li sento luoghi di potere, luoghi imposti ma palpitanti: un po’ come sento palpitante la periferia Nord di Napoli. Scampìa è un quartiere trasformato in quel che è ora dal terremoto degli anni ’80, dalla politica e da un’emergenza improvvisa che come a L’Aquila ha generato potere e null’altro.


Macerie

Da dopo il sisma a L’Aquila e nei territori circostanti restano in strada ancora oltre 3 milioni di macerie.
Ho scoperto che ora a occuparsene è un commissario. E’ il commissario per la ricostruzione. La prima cosa che ha fatto ha reso accessibili i dati sullo smaltimento delle macerie: ha fatto un sito web. Accessibile a tutti. Dove ognuno può controllare quante pietre, quanti detriti, hanno portato via. E anche da dove. Si può seguire su una mappa. Strada per strada, palazzo per palazzo da dove vengono prese, che numero di ordinanza le contraddistingue e dove vengono portare a smaltire. E anche materialmente chi ne è responsabile.
Ho scoperto anche che le macerie possono essere di due tipi: pubbliche e private. Anche le macerie. Le macerie pubbliche sono quelle che vengono prodotte a causa di crolli o demolizioni effettuate su ordinanze. Le macerie private sono quelle che con la terra, invece, derivano dagli scavi prodotti durante i lavori di ricostruzione o riparazione degli edifici privati.
Dal 2009 a oggi sono stati rimossi in tutto 493mila e 668 tonnellate di macerie. Dobbiamo arrivare a 4milioni circa. Per chi volesse seguire: www.commissarioperlaricostru....








pubblicato da s.gaudino nella rubrica condividere il rischio il 5 aprile 2014