“Il primo giorno di ora legale”

Tiziano Scarpa



Il primo giorno di ora legale
genera il più bel crepuscolo dell’anno.

L’ora è convenzionale,
lo stupore reale.

Ci immergiamo a guardarlo dalla fotosfera,
dai bassifondi di aria terrestre
illuminata dai lampioni.

Attraverso lo strato di luce elettrica
il cielo diventa turchese.
Il risparmio energetico
è la causa materiale di questo colore.
La sobria ora legale rende lecito
il sentimentalismo dell’azzurro.

Per un’ora si apre una sconnessione
fra tempo e luce,
una larga fenditura nello spazio.
È saltata la saldatura dell’orizzonte,
cielo e terra non sono suturati.

Riuscire anche noi a sbalzarci.
Un valico fra senso e dicitura.

Ci appostiamo in questo breve sempiterno.
Restiamo assorte, attentissime,
per carpire il segreto, il decreto
dell’ora che si scosta dal suo adesso.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 30 marzo 2014