“La padrona del cane”. Per la Giornata della Terra

Tiziano Scarpa



La padrona del cane
si china a raccoglierne la merda
in un sacchettino di plastica.

Il pubblico selciato ha protestato,
la coscienziosa cittadina ha provveduto.

Ma cane, merda, selciato e signora
sono parte della stessa briciola cosmica.
È il pianeta che si caga in testa da sé,
e con quel sacchettino cerca di rimediare
alla sua indole autodenigratoria.

La specie umana inquina e consuma,
estingue, distrugge, esaurisce,
realizza la vocazione suicidaria
della Terra,
è il sicario assoldato da sé stesso
per farsi fuori.

Anche noi parole siamo un satellite
che striscia rasoterra sul pianeta
disprezzandosi mentre si giustifica.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 22 aprile 2014