“È venuto da noi il vento”

Tiziano Scarpa



È venuto da noi il vento
a chiederci come facciamo
a farci attraversare da un significato.

Noi prendiamo il soggetto di una frase
per esempio la parola morte,
la mettiamo all’inizio di una sequenza,
e questa parola impregna di sé stessa
tutto quello che viene dopo
i verbi gli articoli le preposizioni
la punteggiatura.

(nella frase precedente il soggetto
eravamo noi che abbiamo impregnato
di noi stesse la parola morte,
ma soprattutto quel minuscolo
punto fermo)

Reciprocamente, tutto il resto
rimbalza sul soggetto della frase
impregnandolo di sé,
così per esempio la morte
che attraversa una frase
non sa quello che le potrebbe capitare
incappando in un aggettivo capzioso,
in un verbo che la uccide,
la mortifica, la contabilizza,
la innamora, la ignora.

Il vento ci ha mostrato come fa lui
a essere aria che attraversa l’aria.

Svicola sugli spigoli, preme l’acqua,
si confronta con la complessa
conformazione degli alberi,
si lascia intagliare dalle foglie,
ne fa strame.
A volte subisce le forme
a volte le scombina, le devasta.

Ci siamo compenetrati
per quanto possibile.
L’abbiamo salutato col suo nome.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 8 aprile 2014