Arricchirsi è glorioso

Sergio Nelli



Il libro dello scrittore Yu Hua, Brothers, uscito in Cina nel 2005 e 2006 in due parti e tradotto in italiano da Feltrinelli (Brothers e Arricchirsi è glorioso) difficilmente sarà dimenticato.
E’ un’opera di grande forza che narra in chiave comica – di un comico che si rovescia in un tragico grottesco – la storia di due fratelli, Li Testapelata e Song Gang, nelle loro diverse fortune.
Il primo, la cui tempra imprenditoriale si rivela già da adolescente, con l’abile sfruttamento della visone rubata ai gabinetti pubblici di un culo appartenente alla più bella ragazza di Liuzhen (la città di cinquantamila abitanti teatro della vicenda), diventerà tanto ricco da non saper più cosa inventarsi se non andare in giro nello spazio a bordo di una navicella spaziale russa Soyuz. L’altro invece, dopo una vita modesta e di lavoro dipendente, illuminata dall’amore ma tormentata da una dolorosa ancorché irriducibilmente amorevole conflittualità con il fratello, nel momento in cui, pressato dalla necessità e dalla malattia, si butta in un’attività propria, va incontro alla catastrofe. Il libro inizia proprio da qui, con il raffronto di questi destini, con Li Testapelata che, malinconicamente solo, guarda la Terra dalla Soyuz e ripensa a Song Gang ormai ridotto a un mucchietto di cenere.
Non voglio dire altro della trama. Consiglio invece tutti di leggere le due parti di questo libro che è fonte di un divertimento intenso, talvolta incredibile. Incredibile che dal ventre della narratività possa uscire una cosa tanto viva e che da questo divertimento nasca una tale penetrante e autentica rappresentazione della Cina di oggi, degli uomini e delle donne, del loro modo di vivere, di amare, di pensare, di sognare.

Yu Hua già noto da noi per altre traduzioni e perché autore del libro Vivere! da cui Zang Yimou ha tratto l’omonimo film, è in questi giorni in Italia per la Fiera del Libro di Torino.
Leggo da una agenzia Ansa firmata Paolo Petroni alcune dichiarazioni di Yu Hua su Brothers, che qui di seguito riporto.

"Nel primo (libro) parlo della vecchia Cina e della follia rivoluzionaria. Nel secondo della follia del neocapitalismo di oggi. Lo spartiacque tra le due realtà è proprio il 1989, quando la gente si ribellò, seguendo la protesta studentesca, per far sapere che dell’impegno politico non ne voleva più sapere nulla, che i sentimenti rivoluzionari erano morti per sempre. Tanto è vero che gli anni Novanta sono quelli in cui la nuova passione è cercare di far soldi, come il mio protagonista, Li Testapelata, che diventa miliardario grazie allo sfruttamento dei rifiuti, che mi dicono essere un problema vivo anche nel vostro paese".

"Non sono le mie storie a essere grottesche, è la Cina contemporanea a esserlo, un paese in cui non esistono più valori etici. Se si vuol parlare di etica, bisogna tornare proprio a Piazza Tienanmen. Allora scoprii cosa voleva dire quella vuota parola sempre citata dai politici: popolo. Lo capii quando vidi la gente comune, a migliaia, fare da scudo agli universitari e impedire alla polizia di entrare nel campus".

Il titolo del secondo libro, Arricchirsi è glorioso (inventato da Feltrinelli? con la complicità dell’autore?), non è incongruo spiritualmente, non necessita dunque di istruzioni per la lettura e se si legge il libro si capisce nel suo vero significato.

(Sono molto curioso nei confronti di questo autore conosciuto da pochissimo. Chi abbia suggerimenti o cose da condividere può scrivermi a sergio.nelli@tiscali.it.)








pubblicato da s.nelli nella rubrica libri il 17 maggio 2009