Medici-spia sì/no/forse

Nicola Cocco



Se c’è una cosa che sto imparando da tutta la questione dell’emerdamento vergogna della Lega sui medici-spia, è che la "strategia della confusione" funziona.
Negli ultimi mesi, tra incontri, dibattiti, talk-show e innumerevoli parole lette e ascoltate e gridate, è diventato chiaro che, a discutere del ddl sicurezza così com’è scritto, anche con l’ausilio di giuristi ed esperti di cose d’Immigrazione & Salute, semplicemente non se ne esce. Ma questo è davvero marginale, perché fa parte della logica di una legge "scritta male", piena di imprecisioni e "trabocchetti" (sempre secondo gli esperti, eh... che questo sia frutto di ignoranza o di un disegno politico, conta fino a un certo punto).

Fatto sta che, in questi ultimi giorni, finalmente si intravede una via d’uscita: sembra che l’emerdamento sarà alla fine stralciato dal ddl (e come poteva essere altrimenti, visto tutto il casino scatenato in ogni anfratto della pubblica opinione?), per essere presentato in futuro "in un provvedimento ad hoc".
Questa la comunicazione dell’AGI ripresa anche dal sito della SIMM (http://www.simmweb.it/)

27 aprile 2009 – ore 19,33. Finalmente una conferma ... pare. Dopo giorni di voci, dichiarazione affrettate, valutazioni ambigue, conferme non arrivate, è stata pubblicata dall’AGI la notizia che segue: "Via dal ddl sicurezza la norma sui cosiddetti medici spia. Lo chiedono - con un emendamento presentato oggi - i due relatori del provvedimento, Francesco Paolo Sisto e Jole Santelli. La norma verrà "trasferita in un altro provvedimento con maggiori specificazioni e una maggiore discussione in commissione Sanità ", hanno spiegato Santelli e Sisto ... .
La giornata di oggi è stata caratterizzata anche dalle dichiarazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che conferma il valore costituzionale del diritto alla salute, oltre che la positività di aver escluso dall’ordinamento la nuova norma che trasformava i medici in segnalatori di immigrati clandestini. Secondo Fini è stato "giusto far sentire il dissenso ed evitare" il varo di una simile disposizione legislativa: "sarebbe stato un errore e un atto di miopia politica. La Costituzione fu lungimirante, nel prevedere il diritto alla salute come un diritto inalienabile. Tradurre questo principio in fatti concreti e’ compito delle istituzioni ed e’ un impegno che si sposa con il giuramento di Ippocrate fatto da ogni medico". ... Ha concluso il presidente della Camera, è obbligo di tutti ... "considerare l’altro innanzitutto come persona, senza tenere conto del colore della pelle, della religione o se abbia o meno un permesso di soggiorno. La persona merita sempre e comunque rispetto, di essere curata" anche se sarebbe "demagogico dire di voler accogliere tutti" e occorre "rigore nell’integrazione e nel rispetto della legge" (AGI).

Ok, tutto molto bello, sospiro di sollievo etc etc.

Ma mi concedo due "però":

- però n.1: ...la norma verrà "trasferita in un altro provvedimento con maggiori specificazioni e una maggiore discussione in commissione Sanità... Ciò vuol dire che si rende necessario un cambiamento di "forma", ma i princìpi ispiratori dell’emerdamento restano saldi nella mente dei barbari, e dunque è necessario non illudersi che il "pericolo" sia passato, bisogna non cedere all’ennesimo tentativo di acquiescenza della legittima reazione di indignazione che ha smosso la società civile (non solo in ambito sanitario) sulla questione.

- però n.2: non dimentichiamo che il reato di clandestinità resta, e con esso tutto il corollario: sarebbe sbagliato rilassarsi ora che (come ho sentito bofonchiare da un inmportante camice bianco qualche giorno fa) "i medici non dovranno denunciare..."; non dimentichiamo che il testo preso di mira (il comma 5 dell’art. del Testo Unico sull’Immigrazione, http://www.altalex.com/index.php?azione=Nuovo_documento&idnot=836#titolo5 ), il famoso "divieto di denuncia", è rivolto a tutto il personale, non solo sanitario (L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano...). Con lo stralcio dell’emerdamento, bisognerà ribadire l’universalità del divieto, per non trovarsi un domani di fronte a denunce degli irregolari che partano dal personale amministrativo o dall’armamentario burocratico delle strutture sanitarie. Così come non si dovrà relegare la questione all’ambito sanitario: il reato di clandestinità rischia davvero di instaurare uno stato di polizia per gli irregolari, passibili di denuncia da parte di qualsiasi pubblico ufficiale e, nella peggiore della ipotesi, da parte di ogni cittadino.

Insomma, lo stralcio dell’emendamento va senz’altro visto e vissuto come una vittoria dell’indignazione di tanti cittadini che, negli ultimi mesi, hanno trovato e mantenuto la forza di dire "NO!" ad un provvedimento ingiusto che, in pratica e non solo, rappresenta un attacco ad una fascia debole e poco tutelata e, in generale, al diritto alla salute.

Ma non è passata la tempesta, semplicemente perché l’atmosfera culturale xenofoba alimentata dai barbari è quella dominante attualmente, e ciò si riflette negli episodi più gravi di aggressioni a danno di cittadini immigrati, nella "etnicizzazione" dei crimini commessi da criminali (criminali, prima che romeni o Rom o quant’altro) ai danni di italiani e non solo, nei deliri delle ordinanze anti-kebab e varie.
E l’Europa, senza mezzi termini, ci accusa di razzismo (qui la denuncia del trattamento degli immigrati nel nostro Paese da parte del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg: https://wcd.coe.int/ViewDoc.jsp?id=1431661&Site=DC&BackColorInternet=F5CA75&BackColorIntranet=F5CA75&BackColorLogged=A9BACE ).
E intanto piove, e tanto, e l’atmosfera non accenna a cambiare, se non nella "forma".

Restare all’erta. E per cominciare (continuare) vi segnalo la pag. 4 di Metropoli di questa settimana (del 26.04.2009, http://temi.repubblica.it/metropoli-online/ ), dedicata all’emendamento vergogna & similia, e il servizio di Report di domenica scorsa (26.04.2009, http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0de32e82-a437-4ac6-bbe2-0eee101faec0.html?p=0) che riassume le ultime vicissitudini dell’(e sull’)emendamento.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica democrazia il 3 maggio 2009