Che fare? Stralci della rivista

Silvio Bernelli



La mia vita da politraumatizzato comincia ogni giorno con lo stesso rituale. Appena sveglio faccio una serie di contrazioni isometriche alle articolazioni. Risalgo il corpo dalle caviglie ai muscoli del viso e del cuoio capelluto. Scendo dal letto. Infilo un paio di vecchie sneakers. Mi sdraio sul tappeto dello studio. Aggancio i piedi alla base della libreria. Conto cento addominali facendo ben attenzione a portare la fronte verso le ginocchia. Dopo un minuto di riposo mi sdraio a faccia in giù e faccio trenta flessioni sulle braccia. Corpo rigido. Testa alta. La fronte sfiora il pavimento. Recupero fiato sedendomi sulle ginocchia incrociate. Chiudo gli occhi. Sgombro la mente da ogni distrazione. Il dorso delle mani è appoggiato alle rotule. Le punte degli indici e dei pollici disegnano un cerchio. La seduta di Hatha Yoga inizia ripetendo tre volte il suono dell’Om. Compio l’esercizio del Saluto al Sole. Eseguo una serie di sedici Asana specifiche per irrobustire le gambe e riattivare la circolazione. La prima si chiama "Madre degli Dei". Mi siedo a terra e allungo le gambe. Ripiego le ginocchia verso l’esterno unendo le piante dei piedi appoggiati al pavimento. Mi piego in avanti congiungendo le mani ai piedi uniti. Poso la fronte sulle punte degli alluci. Rimango immobile inspirando ed espirando dieci volte. Terminate le Asana da seduto passo a quelle in piedi. Una delle più faticose è "Cavaliere." Con la schiena contro il muro piego le gambe a novanta gradi. La parte inferiore del corpo disegna una sedia ideale. Allungo le braccia tese davanti a me. Rimango nell’immobilità per dieci respiri.

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Continua su Il primo amore 5 – Che fare?, Effigie, Milano 2009, pp. 240, € 15








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica annunci il 5 aprile 2009