Dubbi nell’alba

Francesco Giusti



È la famosa stella del mattino
rimasta accesa lassù, a confidarmi
che sì, c’è stata, la notte, che ha portato
a termine il lavoro, e con coscienza?
E, un grido, di gabbiano, è questo
che spazia al largo, che risulta
svegliare i morti negli abissi,
in particolare quello con la sua bella
gamba di legno, lustra, incerata, un capolavoro
di manualità, e che, qui, in avanscoperta,
vuole rapinare della scopa nuova lo spazzino?
E l’idea, l’idea di giorno sereno, felice,
è proprio ciò che per incanto, ritoccato
di rosa, si profila dietro la rintronata
sagoma grigia e segaligna del campanile,
prima che lo sguardo arrivi? Tegole, tante,
laggiù, oltre i ferri e la rete,
a terrazzare l’ora sospesa dei tetti
saldati nell’intimo da muschi e da licheni,
piante che cicatrizzano la ferita.
Ma "Quando sembra chiudersi
definitivamente la partita, sempre
esiste da qualche parte qualcosa
che s’inceppa" pare sussurrarmi, lei,
la stella, il foro di luce in cielo
fatto di nascosto con uno spillo.


Altre poesie di Francesco Giusti sono pubblicate nell’ultimo numero di "Nuovi argomenti".








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 18 marzo 2009