E se adesso licenziano i sindacati?

Giuseppe Caliceti



Cari Sindacati Tutti della Scuola (più o meno confederati),
vi scrivo per esprimere la mia preoccupazione e quella di tanti altri miei colleghi e genitori di alunni e studenti che nei mesi scorsi hanno dato vita al cosiddetto movimento dell’Onda primaria e ancora fanno parte di tanti coordinamenti per difendere la scuola pubblica italiana, non solo per protestare civilmente contro gli effetti negativi della Riforma Gelmini, ma perchè sono stupito dal vostro comportamento.
Gilda, Cisl e Uil: avete firmato un contratto che prevede un aumento di salario mensile di 8 euro: neppure l’offensiva social-card governativa è così vergognosa. Voi della Cgil non avete firmato, ma invece di proporre un referendum tra i docenti sulla Riforma Gelmini (è quello che tutti ci aspettiamo, visto che non siamo stati consultati dal Governo ma neppure dai sindacati), ne avete proposto uno per sapere se aveva fatto bene o male a non firmare il nuovo contratto. Comunque, tutti siete stati molto morbidi e gentili col Governo di fronte ai suoi attacchi violenti per smantellare la scuola pubblica italiana. Più volte siete stati presi alla sprovvista dalle sue decisioni. O siete arrivati in ritardo rispetto all’indignazione e alla protesta "dal basso".

Dopo anni in cui avete attivamente contribuito a fare della scuola italiana di base una delle migliori del mondo, oggi la vostra proposta è riassumibile nel motto al ribasso: "Salviamo il salvabile". In tanti non capiamo il vostro comportamento schizofrenico. Da una parte firmate e trattate a nostro nome col Governo (pensiamo agli organici), dall’altra organizzate convegni mostrando preoccupazione per la piega che stanno prendendo le cose e, nelle assemblee sindacali, vi dichiarate contro numerosi aspetti della Riforma Gelmini.

Mi pare che i sindacati confederati si siano mossi in ben altro modo di fronte ai possibili licenziamenti di Alitalia o della Fiat, che sono molto meno di quelli annunciati da Gelmini. Pensate se domani il Governo decidesse di far fuori in tre anni 250.000 posti di lavoro nei sindacati confederali: la vostra mobilitazione sarebbe un po’ diversa da quella che c’è stata – anche da parte della Cgil – per difendere la scuola pubblica italiana.
Siete lì per rappresentare e ascoltare chi lavora nella scuola, ricordatevelo. Comprese la sua rabbia, la sua frustrazione, la sensazione di spaesamento di fronte a quanto sta accadendo. E non chiedeteci “a chi giova questa polemica”; non diteci “così si fa il gioco del nemico”: non è tempo.

A che gioco state giocando?
Spesso, in questi mesi, mi sono chiesto il perchè del vostro comportamento. Scusatemi per questo esercizio di fantapolitica, ma credo che siate stati ricattati: non può essere altrimenti. Il Governo deve avervi detto qualcosa del tipo: o tagliamo voi, o i lavoratori che rappresentate. E non parlateci di crisi economica: guardate Obama, non si risparmia sulla pelle dei bambini e dei ragazzi e sul nostro futuro!
Comunque siano andate le cose, il risultato adesso è questo: il Governo appare più forte di prima e la sfiducia nei sindacati in genere, almeno tra i lavoratori della scuola, è diminuita: basta fare un giro per le scuole o nelle assemblee sindacali.

Ecco, ora sarebbe il momento ideale perchè un Governo di destra che già più volte ha attaccato in vari modi la nostra Costituzione, sferrasse un colpo mortale ai sindacati, - che tra l’altro, anche in passato, in modo più o meno frontale, ha attaccato. Basta un annuncio di Tremonti, di Berlusconi, di Brunetta o della Gelmini. Amplificato ad arte a reti unificate.

Sicuri che non avete sbagliato niente?
Sveglia! Coraggio!
Giuseppe Caliceti








pubblicato da t.lorini nella rubrica scuola il 17 marzo 2009