Válečky

Sergio Nelli



Il racconto di Merlini nasce come registrazione diaristica di un giovane che allontanandosi provvisoriamente dalla sua vita fiorentina si sposta affannosamente da Praga a Berlino, e viceversa. Ma non è lo spirito del viaggio a guidarlo né la ricerca di un lavoro o un preciso impegno di studio, bensì una bruciante storia d’amore a cui si attacca quasi come un alibi l’urgenza di scrivere qualcosa sui luoghi di una mitteleuropa la cui familiarità al protagonista resta abbastanza misteriosa. Oppure è la storia d’amore l’alibi? E la finalità vera è quella di stare proprio lì, fra Berlino Praga e Bratislava, e accumulare cose per un libro a venire? Merlini allestisce una scrittura piena di sovrapposizioni, di citazioni, di straniamenti, capace di sprigionare una verve umoristica insolita nelle nostre lettere. E lo fa gestendo al meglio una torsione parodistica che non sopraffà l’elemento lirico e toccante. Le peripezie del protagonista - ora accolto ora rifiutato dalla ex fidanzata boema , la quale funziona da magnete del racconto -, il suo disarmato e buffo atteggiamento, la sua rincorsa d’amore (dietro ai luoghi oltre che alla donna bramata) costituiscono, come si evince nel finale, una sorta di rischiosissima terapia, una presa di distanza da se stessi e dalle proprie emozioni dopo o nel momento in cui hanno preso il verso di una devastante intensità.








pubblicato da s.nelli nella rubrica libri il 14 febbraio 2014