No al bullismo di governo

Giuseppe Caliceti



Ricordate quando, a leggere i giornali, sembrava che le famiglie italiane fossero tutte a favore del maestro unico? Beh, non è vero.
Nelle iscrizioni alle elementari l’80 per cento sceglie le 30 o 40 ore. Si tratta di una netta bocciatura del modello del maestro unico a 24 ore proposto dalla Gelmini per il prossimo anno scolastico.
Riuscirà ora Gelmini ad accontentare i genitori degli studenti come promesso?
Stiamo a vedere.

Di fronte alla bocciatura del maestro unico a 24 ore, la ministra Gelmini rilancia sostenendo che comunque "il maestro unico è figura indispensabile". E aggiunge: "Tutti i modelli orari prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino come in tutti i paesi europei".
Balle. Così indispensabile che i genitori, di fatto, all’80% non l’hanno scelto e prima di Gelmini la scuola elementare italiana era per qualità la quinta al mondo. In realtà è ormai chiaro a tutti che il ritorno al maestro unico è solo un modo per tagliare fondi e posti di lavoro alla scuola. Bravi genitori.

Cisl e Cgil: "Agli italiani non piace il maestro unico. Ad essere preferiti e richiesti sono i modelli che da anni vedono la nostra scuola primaria in testa alle classifiche internazionali". Domenico Pantaleo, segretario di Flc Cgil: "Ora il governo mantenga i suoi impegni e trovi le risorse necessarie".
L’ex ministro dell’istruzione Fioroni: "La scelta delle famiglie italiane (le 30 ore, o le 40 del tempo pieno) si basa sul modello precedente che prevedeva mensa e compresenza di docenti. Come farà il governo, fra tagli e scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori erano abituati? Le 30 ore non daranno gli stessi effetti". Fioroni definisce la situazione "preoccupante". Ma va!?

Il 5 in condotta come deterrente contro il bullismo? Non ha funzionato. Quasi 35mila ragazzi in pagella hanno avuto nel primo quadrimestre 5 in comportamento. Come prevedibile il bullismo, come ogni disturbo comportamentale, non si combatte con i voti. Magari fosse così facile. Insieme alle ronde ecco un altro fallimento di questo governo!

Il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (nel 2008 era il 70,3%). E la Lega, per incoraggiare l’ignoranza, recentemente ha fatto togliere il valore legale dei titoli di studio.

Sembra che parlare di conflitto di interessi, oggi, in Italia, sia vietato. Eppure sui tagli all’educazione pubblica potrebbe essere scritto un manuale di disinformazione. L’ Italia è agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all’Istruzione. E il dato, del 2007, pubblicato dall’Istat, non tiene conto dei tagli del Governo. Il vero slogan della Riforma Gelmini: I bambini di oggi, gli stronzi di domani.

In Italia, a differenza che in Francia, a condividere e sostenere la politica di smantellamento della scuola pubblica è anche uno strato accademico che da decenni agisce e prevale nei Governi, in Parlamento, nella grande stampa e negli Organi universitari nazionali








pubblicato da t.lorini nella rubrica scuola il 4 marzo 2009