Cara CGIL scuola ti scrivo

Giuseppe Caliceti



Alcune settimane fa un’amica, Linda, che fa parte del Coordinamento Insegnanti e Genitori di Reggio Emilia in mobilitazione contro i tagli alla scuola compiuti dalla Gelmini, mi ha chiesto di girare un mio articolo pubblicato su Il Manifesto e su reggio24ore agli iscritti al Coordinamento. Ho detto che naturalmente poteva farlo. Anzi, mi faceva piacere. Qualche giorno fa mi ha girato questa mail firmata da Alan Albertosi insieme al resto dell’Ufficio scuola FLC di Reggio Emilia, di fatto la CGIL Scuola di Reggio Emilia. La lettera è stata inviata, col consenso dell’autore, a tutti gli iscritti al coordinamento da Emiro Endrighi, l’infaticabile animatore del Coordinamento. Non fosse stata inviata agli iscritti, avrei lasciato perdere. Voglio dire: ora non sarei qui a scrivere quello che sto scrivendo. E’ noto che ognuno ha le sue idee e, aggiungo, è un bene. Ma essendo stata inviata a tutti gli iscritti al Coordinamento – di cui fanno parte tanti genitori e docenti preoccupati come e forse anche più di me per quello che sta avvenendo nella scuola pubblica italiana – credo sia mio diritto e dovere parlarne. Ecco la lettera di Alan Albertosi e del resto della Cgil Scuola di Reggio Emilia.

Caro Emiro,
ho letto con un certo imbarazzo la lettera aperta di Linda e Giuseppe Caliceti ("illustre" firma del Manifesto e docente dell’ IC S.Ilario, nonché "fantasma" nelle assemblee sindacali). Oltre a vari passaggi condivisibili sulla latitanza della sinistra , del governo ombra (Garavaglia), sull’assenza di un progetto alternativo di scuola pubblica....i due autori si lanciano nella rituale invettiva contro i sindacati, Cgil compresa.
Ora, accusare la FLC- Cgil di "strategia poco chiara" di "prendere tempo" mi pare francamente scorretto. Dopo un autunno intensissimo di incontri informativi, assemblee sul territorio, dibattiti che abbiamo condiviso con il Coordinamento e ora il Tavolo (la cui ossatura è di iscritti FLC e membri del nostro Direttivo provinciale) ci sembra completamente ingiusto. Con il nuovo anno, poi, abbiamo consultato il personale della scuola, docenti e ATA, con un ODG che, oltre alla mancata firma del CCNL-secondo biennio economico, aveva come tema prioritario la "riforma" Gelmini, i regolamenti, la circolare sulle iscrizioni e tutte le emergenze del ciclo primario. Abbiamo consultato oltre 3000 lavoratori della scuola con 66 assemblee territoriali: un lavoro informativo capillare per tenere l’attenzione desta e coinvolgere i dipendenti ma anche gli utenti (anche gli insegnanti sono fruitori del servizio e genitori...).
Caro Emiro, a chi giova questa polemica sterile? Ora siamo "ventre a terra" con i trasferimenti ma sempre disponibili a confrontarci, magari a quattr’occhi con questi "guru" della scuola che straparlano...spesso usando i dati e le statistiche in modo approssimativo...."
Alan Albertosi e il resto dell’Ufficio scuola FLC

Confesso che ho pensato parecchio prima di rendere pubblico questo scambio di mail. Per i miei buoni rapporti con Cgil. Perché ho collaborato con Cgil. Per la mia stima in Cgil. Per la mia amicizia con Enrico Panini. Perché mi sembrava ingiusto gettare anche solo una possibile ombra nei confronti della Cgil che considero, nel suo complesso, una delle forze più sane, importanti e combattive della nostra città e di questo nostro Paese.
Alla fine, però, mi sono deciso a farlo perché mi pare un po’ paradossale, dopo oltre 25 anni di lavoro appassionato nella scuola e mesi di dichiarazioni contro questa Riforma in atto, farci la parte del fighetto che vuole distruggere invece che costruire. Che straparla. Che racconta robe approssimative. O di sentirmi ripetere ritornelli del tipo: criticando si fa il gioco del nemico. Ma dove siamo arrivati? Anche in Cgil siamo a questo punto?

Gentile Alan Albertosi e resto dell’Ufficio scuola FLC di Reggio Emilia,
ho letto con interesse e dispiacere la lettera che avete inviato al Coordinamento docenti e genitori di Reggio Emilia, che vi aveva inviato un mio articolo sulla scuola apparso sul quotidiano Il Manifesto. E ringrazio il Coordinamento per avermela inviata. Tralascio la bassa ironia sul mio conto – illustre "firma" del Manifesto, "guru" della scuola, nonché "fantasma" nelle assemblee sindacali: in realtà anche all’ultima, a Sant’Ilario, ho partecipato, ma, sinceramente, credo che avrei potuto tranquillamente farne a meno. In realtà sono soprattutto un docente e un genitore, come ben sapete. Tra l’altro, la Cgil non sostiene il Manifesto? A ogni modo, credo che essere trattati così – con sufficienza -semplicemente perché esprimo dubbi e perplessità sulla strategia con la quale in questi mesi la FLC – anche della nostra città – ha espresso il suo dissenso alla riformaccia Gelmini, sia per lo meno strano. Specie per un sindacato. Aggiungo: specie per un sindacato come la Cgil.
Sono io a chiedermi "a chi giova questa polemica sterile". La vostra. Da un sindacato come la Cgil mi sarei aspettato, di fronte a delle critiche, qualcosa in più dell’imbarazzo e del risentimento; avrei preferito risposte sul merito. Per esempio, mi pare che i sindacati confederati si siano mossi in ben altro modo di fronte ai possibili licenziamenti di Alitalia o della Fiat, che sono molto meno di quelli annunciati dalla Gelmini. Ecco, per fare un esempio che forse risulta ancora più chiaro a tutti, pensate se domani, di punto in bianco, il Governo in carica decidesse di far fuori in tre anni 250.000 posti di lavoro nei sindacati confederali. Sinceramente, credo che la vostra mobilitazione sarebbe un po’ diversa da quella che c’è stata – anche da parte della Cgil – per difendere lo smantellamento della scuola pubblica italiana.
Siete lì per rappresentare e ascoltare chi lavora nella sulla, ricordatevelo. Compresa la sua rabbia, la sua frustrazione, la sensazione di spaesamento di fronte a quanto sta accadendo. Sensazione mie ma anche di tanti altri docenti e genitori, ve lo garantisco. Qualcuno potrebbe obiettare che nelle mie parole c’è troppo allarmismo; io credo esattamente il contrario, che i genitori e i docenti, che i sindacati e l’opposizione, non si rendano conto fino in fondo della gravità di quanto sta accadendo nella scuola pubblica. Spero di sbagliarmi, naturalmente. Ma con tutta sincerità voglio dire che la delusione di oggi, anche di fronte ai sindacati, è legata proprio al fatto che tutto quello che la scuola pubblica italiana è diventata in questi anni – le elementari erano le quante al mondo per qualità, prima della Gelmini – nessuno le ha regalate ai docenti e ai genitori degli alunni, ma sono state conquistate con grande dispendio di fatica e di energia, specie in una città e in una regione come le nostre. Basti pensare al modello di scuola più evoluto, quello del tempo pieno laboratoriale – quello della Gelmini, senza compresenza e laboratori – non si potrà mai chiamare tempo pieno. Ecco, credo che per tutti i docenti e i genitori che hanno lottato in passato per darci questa scuola qui, questa scuola di qualità che oggi sta per essere cancellata, - spesso con l’attivo e fondamentale contributo anche dell’allora sindacato e dell’allora opposizione – non sia bello che oggi, di fronte allo sfascio, anche il sindacato si comporti in questo modo. Per quanto riguarda i confronti vi ringrazio per la disponibilità a incontrarci, per me è un onore. Anche se dubito che, con queste premesse, possa esserci un confronto molto serio e costruttivo.
Tra l’altro ne approfitto per ricordarvi che sono già stato contattato dal vostro responsabile Bussetti alcune settimane fa. Mi ha dato un repentino appuntamento, poi non si è presentato all’appuntamento. Ho poi perso le sue tracce. Non mi ha neppure ritelefonato.
Spero stia bene.
Giuseppe Caliceti








pubblicato da t.lorini nella rubrica scuola il 2 marzo 2009