Per un rinascita democratica dell’Italia

Sergio Baratto



Claudio Scajola, ministro dello sviluppo economico: «[Bisogna] coniugare il diritto allo sciopero con la necessità di garantire ai cittadini diritti fondamentali».

Gianfranco Fini, presidente della Camera: «Non si tratta di soffocare il diritto di sciopero, ma di armonizzarlo con l’esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un’opera di bilanciamento che deve tener conto dell’evoluzione sociale».

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: «Lo sciopero è un diritto democratico, così come è un diritto democratico che le persone non vengano bloccate ore e ore, giorni, negli aeroporti, nelle stazioni e sulle strade. Crediamo sia giusto si misuri la rappresentatività del sindacato che proclama lo sciopero e in un paese civile evitare i blocchi stradali, ad esempio, è una necessità».

Raffaele Bonanni, segretario Cisl (1): «Spero che la legge delega prodotta dal consiglio dei Ministri sia la più larga possibile in modo da dare la possibilità alle parti sociali di intervenire per regolare una materia come lo sciopero nei trasporti che noi stessi abbiamo chiesto da molto tempo che sia regolata. Mi auguro che il Governo sia rispettoso del diritto di sciopero, che va garantito attraverso un equilibrio esercitato dalla maggioranza dei lavoratori: occorre, infatti, che il diritto del singolo non confligga con quello dei più».

Raffaele Bonanni, segretario Cisl (2): «Sono rassicurato dal disegno di legge delega appena approvato dal Consiglio dei ministri: è molto largo e rinvia alla contrattazione. Mi pare una formulazione abbastanza equilibrata e va incontro a ciò che la Cisl ha richiesto ».

*

Dal piano golpista di "rinascita democratica" stilato dalla loggia massonica segreta P2 (il testo completo è consultabile qui):

«Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi in una libera confederazione, oppure, senza toccare gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederali allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti. Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assunto di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative».

«Dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati limitando il diritto di sciopero nel senso di:
i - introdurre l’obbligo di preavviso dopo avere espedito il concordato;
ii - escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
iii - limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro.»








pubblicato da s.baratto nella rubrica democrazia il 28 febbraio 2009