Arroganza e codardia

Giuseppe Caliceti



Gelmini e Governo a parte, la cosa che colpisce di più il popolo della scuola che in questi drammatici mesi sta lottando perché la scuola pubblica non sia ridotta allo sfascio, è il comportamento enigmatico dell’opposizione e dei sindacati.

Possibile che non si rendano conto che una sconfitta dell’Onda non potrà che ripercuotersi anche su di loro? Possibile che, nel gioco allo sfascio della politica italiana bipolare di questi anni, si pensi qualche nefandezza del tipo tanto peggio fa il governo di destra, tanto meglio sarà per noi alle prossime elezioni?

In questi mesi il ministro ombra dell’istruzione del governo ombra del partito ombra Pd, Garavaglia Mariapia, ha elargito solo due fondamentali dichiarazioni finite sui giornali: in una si lamentava che la destra non avesse voluto accordi sulla scuola con l’opposizione, perché fino a 6 miliardi di tagli su 8 ci si poteva mettere d’accordo. La seconda è stata rilasciata per protestare contro i tagli governativi alle scuole private.
A tal proposito Gelmini è insorta pubblicamente e ha zittito Garavaglia. L’unico passo indietro del governo è proprio sul finanziamento alle private, che non verrà ridotto: grande vittoria del centrosinistra? Mah.

Gelmini da mesi pontifica sul valore pedagogico dei voti in condotta. Ben pochi dei docenti universitari di sinistra hanno detto bao. Meglio un prudente silenzio.
D’altra parte vale la pena ricordare che il miglior modello pedagogico che l’Italia abbia conosciuto, la scuola a tempo pieno, non è stato inventato in ambito accademico ma dalle maestre diplomate, dal basso, da chi sta in mezzo ai bambini ogni giorno.

E i grandi sindacati maggioritari? Si sono molto indignati riguardo all’attuazione della Gelmini. Due di questi però, Cisl e Uil, hanno firmato, in un momento in cui erano meno indignati, il rinnovo contrattuale più basso della storia: 13 euro.
Sperano così di salvare il loro, di posti, cioè di allontanare (per poco) il pericolo che il governo la faccia finita con leggi e istituti che assicurano un peso burocratico enorme alle confederazioni.
Cgil d’altronde non ha firmato, ma la sua strategia non è certo chiara. Quale è il suo obiettivo? cacciare Gelmini? Fermare la Riforma? Arginare per quanto possibile lo sfascio? Prendere tempo?

L’Onda oggi più che mai è sola. Questa è la triste verità. Ed è incazzata non solo per quello che sta facendo Gelmini, ma anche per il comportamento indegno dei sindacati e dei partiti di opposizione. Docenti e genitori degli studenti, e gli studenti stessi, che in questi giorni stanno faticosamente riorganizzando la protesta con la campagna contro le iscrizioni trappola al prossimo anno scolastico, sono stanchi dei complimenti che ricevono dai politici del centrosinistra e da sindacalisti vari.
Vogliono che opposizione e sindacati si diano da fare, non che facciano complimenti.

Gelmini ha detto ai genitori italiani che per i loro figli possono scrivere tra un tempo orario scolastico di 24, 27, 30 o 40 ore. Ma ha aggiunto disonestamente una clausola: Basta che ci sia l’organico.

Perché sindacati e opposizione non dicono questa semplice cosa? Perchè non dicono che il Governo sta facendo un enorme taglio al personale organico della scuola pubblica: il più grande della storia della nostra Repubblica?
In realtà Gelmini vuole ridurre la scelta per i genitori tra le 24 e le 40 ore, con la possibilità delle 27 ore però solo su 6 giorni. La scelta delle 40 ore è vincolata sia all’organico che alle strutture, quindi il ministro vuole orientare la scelta dei genitori verso le 24 ore, rendendo impraticabili le altre possibilità.

Sindacati e rappresentanti dell’opposizione, sinceramente, chiedetevi, per un attimo, come sia potuto accadere che una masnada di violenti nemmeno troppo intelligenti, ottant’anni fa, siano riusciti a mettere nell’angolo forze politiche esperte, colte, radicate; e ricordate che l’arroganza e la stupidità degli uni si alimentò quotidianamente della codardia e della miopia degli altri. Insomma, diteci non solo da che parte state, ma cosa state facendo.








pubblicato da t.lorini nella rubrica scuola il 19 febbraio 2009