Stella d’Italia a Leuca

Andrea Amerio



Torno ora dal secondo giorno di marcia e ho voglia di scrivere qualcosa di getto. Abbiamo percorso quasi sessanta chilometri sotto il sole pugliese tra Leuca e Gallipoli, attraverso un luogo incantato come Ugento, la più grande città messapica del Salento. Niente vesciche e tanta energia sconosciuta che non sai da dove arriva e si moltiplica in manieria inspiegabile. Tante vite stupende di cui valeva la pena conoscere l’esistenza. Per aprire gli occhi ed essere più felici, migliori. Per vincersi e sentirsi meno soli. Per intuire che i giochi non sono fatti e non crogiolarsi nella disperazione cinica e consolatoria del rien va plus, nella libertà idiota del rosso e del nero.
Perché ne vale la pena, perché me ne vado a malincuore e maledico il lavoro che fonda la nostra repubblica bacata. Perché penso che anche chi lunedì continuerà a camminare stia lavorando. E che anche la parola volontariato sia stata sporcata, girata a male, cagliata. Perché si scrive no profit e si legge business, si scrive lavoro e si legge retribuzione. Perché penso che il cammino sia un’impresa autofinanziata da degli imprenditori veri, che investono il loro corpo, le loro menti e il loro tempo, e che se non potessi avvertirne il profitto sarebbe un’inutie perdita di tempo. Una cosa da coglioni.
Un gruppetto soleocchialuto e ingellato alle prese con pallone e torello, sfoggiando addominali e tatoo in una spiaggia che pare una discoteca con tanto di buttafuori cuffiati all’ingresso e musica elettronica sparata a tutto volume, saputo ciò che stiamo facendo ci dice la solita cosa che dicono tutti quelli scandalizzati dal nostro inaccettabile moto elastico. “Voi non siete normali”.
É vero, penso, guardando e passando senza curar di loro.
I normali siete voi. Questo è sicuro.
Se queste persone accaldate e allegre che mi circondano fossero la norma forse nemmeno servirebbe, un abbraccio tanto grande e smisurato.
Basterebbe una stretta di mano tra amici, due bacetti e arrivederci.








pubblicato da a.amerio nella rubrica stella d’Italia il 3 giugno 2012